Qui Paderno Dugnano

nella Città Metropolitana Milanese

Una città a dimensione umana

Entra nel vivo la discussione sulle linee guida del prossimo Piano di Governo del Territorio. Anche i cittadini, oltre ai partiti il consiglio e la giunta comunale, dovranno potersi esprimere per far emergere un’idea di città nuova.

Non servono, in questa fase, competenze tecniche particolari ma idee chiare sul futuro che si vuole.

Ma quale revisione del PGT serve alla città di oggi e di domani? Si può ragionare come se tutto quello che sta accadendo non produca cambiamenti? Quali sono i problemi più importanti che dobbiamo affrontare, pianificandone le soluzioni? Il traffico lento, l’ampliamento delle aree verdi e boscate, la pulizia delle acque e dell’aria o i volumi da edificare? E quali servizi ci serviranno? Più parcheggi e strade o più servizi sociali e sanitari? Servirà ancora edilizia privata? E per chi? O, in questa fase, servirà solo edilizia sociale e pubblica? E quanti cittadini possiamo ancora accogliere nella nostra città, con la dotazione dei servizi che abbiamo? Insomma se si cambia il paradigma si potranno cogliere i cambiamenti già avvenuti nella società, diversamente sarà un PGT obsoleto.

Non serve un PGT di vecchia generazione ma uno sguardo, una visione potente che ponga domande radicali e dia risposte innovative. Serve un nuovo punto di vista, che parta dall’emergenza ambientale e sanitaria, dal cambiamento climatico, dalla centralità dell’uomo e dei servizi per la cura.

Serve un piano che legga i nuovi bisogni e lasci perdere le solite logiche sviluppiste (la normativa, le risorse, i diritti acquisiti). Per questo bisogna porre al centro, come un cardine, la questione ambientale attorno alla quale far girare tutto il resto. Per immaginare una città più verde, più pulita, più respirabile, più lenta, più innovativa.

Con questa nuova centralità (estensione delle aree verdi e dei parchi, piantumazioni, recupero di suolo, contratto di fiume Seveso, centraline dell’aria.) dovrà fare i conti anche il tema delle risorse. Non credo che si possa tenere ferma la città, dentro un’area metropolitana, ma penso che le opportunità per il settore edilizio dovranno essere indirizzate (e incentivate) sulla ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, sulle aree dismesse, sul recupero dello sfitto e dell’invenduto. Come? Intanto delimitando il centro abitato e abbassando gli indici di edificabilità. Attorno a questo si potrà progettare una mobilità sostenibile con nuove piste ciclabili e il potenziamento del trasporto pubblico.

A corona uno sviluppo innovativo del commercio di vicinato, servizi assistenziali e sanitari, dell’istruzione della cultura dovrebbero darci una idea di città, a dimensione umana, come dicono gli urbanisti più avveduti.

Coronavirus: 41°aggiornamento

Noi continuiamo ad aggiornare i dati della diffusione del contagio nella nostra città. Dati rilevati dal sito della Regione Lombardia, aggiornati al 15 gennaio.

Sono messi in evidenza i primi dieci Comuni della Provincia di Milano. Paderno Dugnano è il secondo comune per percentuale di persone contagiate, dopo Cinisello Balsamo e Cologno Monzese. Il contagio purtroppo non si ferma. Dobbiamo registrare il numero di 2.974 persone pari al 6,42%. Erano 2.914, pari al 6,29% il 7 gennaio.

Buone nuove dal fronte dei diritti

All’alba dell’era informatica e soprattutto di internet si era diffusa l’ideologia del “sapere condiviso e della libertà di accesso ugualitario e democratico di tutti alle informazioni e alla conoscenza”. Silicon Walley e le sue numerose aziende innovative furono per anni elogiate, dai diversi profeti dell’impresa, come regno delle libertà e i loro creatori come imprenditori illuminati e “democratici”.

Ma erano, e sono ancora, aziende private e il profitto era ed è l’unico scopo e fonte della loro missione. Piano piano quella visione idilliaca è svanita e ha lasciato il passo al prevalere del profitto sopra ogni regola e alla durezza dei rapporti di lavoro dentro quel mondo.

Per fortuna anche in quei settori imprenditoriali lavoratori e critici si stanno battendo (con studi e lotte) per l’affermazione delle libertà individuali. E’ proprio dai lavoratori impegnati all’epoca del “capitalismo della sorveglianza” che vengono due buone notizie

La prima: è una storica sentenza del Tribunale del lavoro di Bologna contro l’app e il sitema del ranking reputazionale che classifica e mappa i turni dei lavoratori di Deliverroo. Il Tribunale ha condannato l’azienda per “condotta discriminatoria nei confronti del rider e della CGIL a cui dovrà pagare 50mila euro. Interessante la motivazione della sentenza:”Quando vuole la piattaforma può togliersi la benda che la rende cieca o incosciente e riservare un trattamento particolare al rider punendo comprovate ragioni dotate di rilievo giuridico, prima fra tutte ma non sola l’esercizio del diritto di sciopero costituzionalmente garantito.La CGIL ha così commentato:”L’ordinanza dimostra che le aziende come Deliveroo e tutta la cosidetta economa 4.0 non sono diverse perché si gestiscono con un algoritmo, in realtà si comportano esattamente come le altre e discriminano chi sciopera”.

La seconda proviene da Los Angeles e ci informa della nascita del primo sindacato chiamato Alphabet Workers Union all’interno di Google, notoriamente allergica a tutte le forme di contrattazione organizzata Questa Union è al momento composta da un centinaio di progettisti di una piattaforma di una multinazionale che ha oltre 260.000 tra dipendenti e contractor. Una piccola breccia nella barriera che Silicon Valley ha eretto contro i sindacati di ogni tipo. Nel loro manifesto i lavoratori denunciano la scarsa attenzione alle minoranze e alle diversità presenti in azienda. Ma non solo, oltre alla difesa dei minimi salariali e alla qualità del lavoro anche delle società appaltatrici, il manifesto si preoccupa di ”tornare allo spirito originario dei pionieri della rete” che teorizzava libertà ed uguaglianza nell’accesso alle informazioni, prima che questa venisse seppellita da una montagan di miliardi

Diversi sono ormai i livelli per far prevalere la democrazia anche nelle aziende dei “signori del web”. Introdurre legislazioni e regole che limitino lo strapotere di questi imprenditori privati sulle vite e le libertà degli individui; favorire la concorrenza contro questi giganti monopolisti con strumenti come l’Antitrust; eliminare la fiscalità di vantaggio e far pagare loro le tasse in tutti i paesi dove realizzano affari e aiutare l’organizzazione dei sindacati e i diritti dei lavoratori dentro quelle aziende.

Prossimi eventi

  1. Troppo comunista

    21 Gennaio 2021, 8:00 - 31 Gennaio 2021, 17:00
  2. Giornata della Memoria

    25 Gennaio 2021, 8:00 - 29 Gennaio 2021, 17:00
  3. Corso di ornitologia

    7 Febbraio 2021, 8:00 - 28 Febbraio 2021, 17:00

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