nella Città Metropolitana Milanese

Buone nuove dal fronte dei diritti

All’alba dell’era informatica e soprattutto di internet si era diffusa l’ideologia del “sapere condiviso e della libertà di accesso ugualitario e democratico di tutti alle informazioni e alla conoscenza”. Silicon Walley e le sue numerose aziende innovative furono per anni elogiate, dai diversi profeti dell’impresa, come regno delle libertà e i loro creatori come imprenditori illuminati e “democratici”.

Ma erano, e sono ancora, aziende private e il profitto era ed è l’unico scopo e fonte della loro missione. Piano piano quella visione idilliaca è svanita e ha lasciato il passo al prevalere del profitto sopra ogni regola e alla durezza dei rapporti di lavoro dentro quel mondo.

Per fortuna anche in quei settori imprenditoriali lavoratori e critici si stanno battendo (con studi e lotte) per l’affermazione delle libertà individuali. E’ proprio dai lavoratori impegnati all’epoca del “capitalismo della sorveglianza” che vengono due buone notizie

La prima: è una storica sentenza del Tribunale del lavoro di Bologna contro l’app e il sistema del ranking reputazionale che classifica e mappa i turni dei lavoratori di Deliverroo. Il Tribunale ha condannato l’azienda per “condotta discriminatoria nei confronti del rider e della CGIL a cui dovrà pagare 50mila euro. Interessante la motivazione della sentenza: ”Quando vuole la piattaforma può togliersi la benda che la rende cieca o incosciente e riservare un trattamento particolare al rider punendo comprovate ragioni dotate di rilievo giuridico, prima fra tutte ma non sola l’esercizio del diritto di sciopero costituzionalmente garantito. La CGIL ha così commentato: ”L’ordinanza dimostra che le aziende come Deliveroo e tutta la cosiddetta economa 4.0 non sono diverse perché si gestiscono con un algoritmo, in realtà si comportano esattamente come le altre e discriminano chi sciopera”.

La seconda proviene da Los Angeles e ci informa della nascita del primo sindacato chiamato Alphabet Workers Union all’interno di Google, notoriamente allergica a tutte le forme di contrattazione organizzata Questa Union è al momento composta da un centinaio di progettisti di una piattaforma di una multinazionale che ha oltre 260.000 tra dipendenti e contractor. Una piccola breccia nella barriera che Silicon Valley ha eretto contro i sindacati di ogni tipo. Nel loro manifesto i lavoratori denunciano la scarsa attenzione alle minoranze e alle diversità presenti in azienda. Ma non solo, oltre alla difesa dei minimi salariali e alla qualità del lavoro anche delle società appaltatrici, il manifesto si preoccupa di ”tornare allo spirito originario dei pionieri della rete” che teorizzava libertà ed uguaglianza nell’accesso alle informazioni, prima che questa venisse seppellita da una montagna di miliardi

Diversi sono ormai i livelli per far prevalere la democrazia anche nelle aziende dei “signori del web”. Introdurre legislazioni e regole che limitino lo strapotere di questi imprenditori privati sulle vite e le libertà degli individui; favorire la concorrenza contro questi giganti monopolisti con strumenti come l’Antitrust; eliminare la fiscalità di vantaggio e far pagare loro le tasse in tutti i paesi dove realizzano affari e aiutare l’organizzazione dei sindacati e i diritti dei lavoratori dentro quelle aziende.

Prossimi eventi
  1. ANPI informa

    24 Febbraio 2021, 8:00 - 27 Febbraio 2021, 17:00
  2. Corso di ornitologia

    7 Marzo 2021, 8:00 - 28 Marzo 2021, 17:00
  3. Insieme contro le mafie

    7 Marzo 2021, 8:00 - 22 Marzo 2021, 17:00
Articoli recenti