nella Città Metropolitana Milanese

Politica

L’errore di Alparone Non solo campagna elettorale

Nonostante sia in pieno svolgimento una delle campagne elettorali, per il Consiglio regionale  e per il Parlamento, più fiacche e più incolori degli ultimi anni, alcuni volenterosi (singoli, associazioni ma anche partiti politici) non dimenticano i problemi della città di Paderno Dugnano.

In particolare il “Coordinamento Re3” continua la sua opera di informazione per fermare uno dei peggiori atti amministrativi del centrodestra padernese e del candidato alle regionali Marco Alparone

Serata Boldrini Buona partecipazione, assenti le istituzioni

Ieri sera Liberi e Uguali ha offerto alla città una bella serata di riflessione e di proposte anche grazie al Presidente della Camera Laura Boldrini. La sala consiliare gremita di circa 150 persone attente, giornalisti frenetici e servizio d’ordine discreto e impeccabile. Prima candidati competenti e efficaci (Caglini, Cavalli, Parrozzi e Zaccarini ) hanno introdotto il discorso centrale di Laura Boldrini. Chi si è augurato che questi anni possano diventare  non quelli dell’indifferenza ma quelli della cura delle persone, dell’ambiente e di sé  e chi ha raccontato la sua esperienza  nella cooperazione internazionale e nel volontariato. Le tematiche di genere sono state un altra riflessione centrale (la 194, i consultori,la sanità, le molestie..).Cavalli invece ha ragionato intorno alla necessità di una campagna “culturale” più che elettorale contro egoismi, apatia, falso federalismo, ritorno di fascismi, razzismi e mafia.

Infine Laura Boldrini che con semplicità e naturalezza ha raccontato la sua esperienza professionale con i rifugiati dell’ONU e la chiamata alla responsabilità politica. Un impegno a rimettere al centro le persone e i loro diritti: dai disabili, ai pensionati, agli emarginati agli immigrati e a tutti coloro che hanno problemi ad arrivare, con dignità alla fine del mese nonostante la ripresa. Ha raccontato la campagna di odio scatenata contro di lei da Salvini e come questa si sia trasformata anche in un boomerang di simpatia.  Infine la centralità della questione di genere. “Siamo il 51% della popolazione e dobbiamo esigere di essere rispettate, nel lavoro, nella politica come nella nostra vita privata. Perché ho aderito a Liberi e Uguali? Per una alternativa alla politica come tecnica di potere. Per una  politica che rimetta al centro le persone e i loro diritti. Restiamo umani e staremo tutti meglio“.

Nonostante la bella serata per la città di Paderno Dugnano, una stonatura c’è stata. L’assenza di cortesia istituzionale da parte dell’amminstrazione comunale che non ha trovato il tempo per un saluto alla terza carica della stato. Ma l’educazione c’è chi ce l’ha e chi no.

Alla fine una foto di gruppo  con sorrisi.

Un voto utile Ma per cosa?

Si avvicina la scadenza elettorale del 4 marzo e francamente il panorama politico non è incoraggiante. Né per l’Italia e neppure per la sinistra. Non parliamo del centrosinistra, oggetto ormai scomparso dai radars dei leaders politici. Mentre tutti i partiti si vanno posizionando, quasi fosse un gara e non un confronto per la democrazia e per il progresso del paese, si moltiplicano le voci della ricerca di un voto utile. E’ giusto: bisogna ascoltare, capire e poi cercare di dare un voto utile al paese. Io dal canto mio mi auguro un successo di tutte le forze che in qualche modo fanno riferimento all’idea del progresso del paese e non della conservazione o del regresso. Regresso che, dopo i fatti di Macerata, sembra affacciarsi non solo sul piano culturale ma soprattutto sul piano politico.

Ciò detto non comprendo come alcuni amici, anche i più avvertiti, sembrino smarriti dall’offerta politica in campo. La loro rassegnazione sembra sottovalutare lo stato disastroso delle forze della sinistra e del progresso in Italia. Proprio per questo serve una consapevolezza nuova. Se le previsioni elettorali sono vere ci sarebbero 3 schieramenti politici quasi equivalenti (Centro destra, M5S e Pd + liste alleate) e una nuova sinistra (Liberi e Uguali).  Soprattutto qui da noi e in tutto il Nord, nei collegi uninominali, la partita sembra essere tra Centrodestra e M5S avendo il PD dilapidato il proprio consenso elettorale negli ultimi anni dei governi Renzi e Gentiloni.

Quindi cosa è il voto utile al Nord? Utile a chi? Non certo al PD che appare fuori gioco.                                  In questo contesto serve un voto per confermare le politiche del no alle trivelle, del si al precariato, del no a investimenti pubblici in sanità, scuola e trasporti e si alla riforma Costituzionale? E poi quanto è credibile una chiamata all’unità da parte di chi per anni ha rifiutato qualsiasi discorso di coalizione, ha parlato di autosufficienza, di vocazione maggioritaria e si è imbrodato del famoso 40% dei consensi? Come dimenticare tutto questo? E di una legge elettorale che permette le finte coalizioni senza il vincolo di un programma comune cosa pensiamo?

Forse bisogna farsi carico di un percorso più lungo per ricostruire un tessuto progressista e unitario per l’Italia. Forse non basta piazzare un ceto politico, fedele al leader, al governo del paese ma battersi per politiche severe nella difesa del territorio, dei servizi pubblici e che puntino alla centralità e dignità del lavoro umano. Forse bisogna ripartire dagli ultimi e non dai “soliti primi”.