nella Città Metropolitana Milanese

Il nuovo governo?

Mi piace riportare l’opinione di Giorgio Galli, decano dei politologi italiani, relativamente al nuovo governo demo-stellato. E’ un’intervista che ha rilasciato ad Affaritaliani .it,alla giornalista Carla Patrignani.

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“Il nuovo governo M5S-Pd-LeU? Un’occasione per i ceti popolari”

Il nuovo governo giallo-rosso può essere “una grossa occasione” per tornare ad occuparsi e per risollevare le condizioni di vita dei ceti popolari, i più colpiti dalle misure di austerita’. Può essere, altresì, “una occasione storica” per imprimere una svolta radicale alle politiche neoliberiste degli ultimi decenni che hanno prodotto enormi diseguaglianze economiche e sociali.

Di questa “grossa, storica, occasione” se ne fa portavoce il novantunenne storico e docente di lungo corso di Storia delle Dottrine Politiche alla Statale di Milano, Giorgio Galli, il decano dei politologi italiani.

“Questa grossa occasione di tornare ad occuparsi dei ceti popolari fortemente impoveriti dalle misure di austerità (si tenga bene a mente quanto avvenuto in Grecia) degli ultimi anni – attacca Galli – non va assolutamente persa. E per farlo, occorre una svolta radicale rispetto all’idea europeista che ha dominato in questi anni: bisogna prender atto dei disastri prodotti dalle politiche neoliberiste e cambiar rotta verso un riformismo forte”.

Non solo, questa inversione di rotta verso i ceti popolari, è “imprescindibile e necessaria” di per se stessa, ma – avverte il politologo milanese – “non va lasciata nelle mani di Salvini la tutela dei ceti popolari: Salvini è altrettanto pericoloso ora che è all’opposizione quanto lo era da Ministro dell’Interno”.

Ci vuole, a giudizio di Galli, “un sussulto riformatore e non genericamente riformista nelle politiche economiche e sociali: non solo, ripeto, verso i ceti popolari ma anche verso i giovani ai quali bisogna ridare una speranza per il futuro, come ha fatto e sta facendo negli Usa il senatore Bernie Sanders”.

L’illustre politologo ci tiene poi a mettere in evidenza che “il M5S non è un movimento qualunquista nè fascista, è semplicemente un movimento populista: contiene in sè elementi certamente di una cultura di destra, ma anche forti e chiari elementi culturali e politici di sinistra che non possono essere trascurati ed oscurati. Per il Pd e Leu è una sfida culturale e politica  dalla quale non possono e non devono scappare”.

E soprattutto perchè, conclude Galli, “anche la Lega, piaccia o no, ha forti e diffusi legami con i ceti popolari: per non lasciarne a Salvini la tutela, il nuovo governo deve prioritariamente occuparsene e possibilmente risollevarne le condizioni di vita”

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