nella Città Metropolitana Milanese

Il terrorismo è nostro nemico Il nemico, per combatterlo, bisogna conoscerlo

Gli attentati di Parigi della scorsa settimana ci hanno toccati tutti profondamente e hanno suscitato in noi molti sentimenti a volte contrastanti. Di attentati terroristici sentiamo, purtroppo, parlare molto spesso e non sempre ispirano le stesse emozioni. Con Parigi, come lo è stato per le Torri Gemelle, è stato diverso.  Perché?
  • La causa è la stessa di tutti gli atti terroristi: un’azione violenta, che colpisce ed uccide persone senza colpa.
  • I terroristi trovano la motivazione al loro gesto partendo da principi, concetti e religioni giusti, condivisi da milioni di persone, che poi sviluppano in modalità assurde e che li portano a compiere gesti aberranti.
  • Le popolazioni che subiscono gli attentati reagiscono di pancia, vivono l’atto di violenza come un’invasione di campo e vorrebbero reagire sullo stesso piano, con la violenza.
  • I governi delle nazioni che subiscono l’attacco, per trovare il consenso dei propri cittadini, molto spesso in passato hanno reagito in questo modo, con la violenza.
E quale è stato il risultato?  Il terrorismo è dilagato nel mondo! Forse dovremmo capire meglio le ragioni che portano al comportamento perverso dei terroristi. Forse dovremmo capire meglio come risolvere il problema alla radice. E invece di reagire di pancia e d’istinto, utilizzare il cervello, costruendo un progetto globale avente la finalità di ridurre ed eliminare le cause che portano i terroristi ad avere presa sulle popolazioni e sulle persone più influenzabili. Naturalmente io non ho una soluzione, ma il contributo che posso dare è quello di aggiungere un tassello in più per arrivare ad una maggiore comprensione del fenomeno, mia e di chi mi legge. In questo articolo vorrei riportare alcune informazioni sulle vittime del terrorismo negli ultimi anni. Raccogliere ed analizzare i dati di questo genere, e presentarli in modo asettico e statistico, è un modo per prendere decisioni meno di pancia e più di cervello.  ter 1 Nel 2014, ci sono state oltre 32mila morti, oltre 13mila attentati e 67 Paesi colpiti. I dati riportati sono basati sul Global Terrorism Index (GTI), un ampio studio che tiene conto dell’impatto diretto e indiretto del terrorismo in 162 paesi, in termini di effetto sulle vite perdute, feriti, danni alla proprietà e ai postumi psicologici del terrorismo. Lo studio copre il 99,6 per cento della popolazione mondiale. Le morti per terrorismo, dal 2000 al 2014, sono aumentate. Dopo  brevi cali come conseguenza di una reazione dell’Occidente, si ha un’impennata delle morti. LA GEOGRAFIA DEGLI ATTACCHI Il 78% delle vittime si concentra in 5 Paesi: Iraq, Nigeria, Afghanistan, Pakistan e Siria. L’attentato più sanguinoso è avvenuto a Badush, in Iraq, nel giugno del 2014: 670 persone uccise. Malgrado l’impatto mediatico, il numero di morti in Occidente è ‘solo’ il 2,6% del totale. ter 2 BOKO HARAM UCCIDE PIU’ DELL’ISIS Boko Haram è l’organizzazione terroristica più spietata, e l’ultimo attacco in Mali ne è un esempio. Nel macabro conteggio globale, Boko Haram ha causato 6.644 morti, superando anche l’Isis (6.073 morti). Poi i talebani (3.477 vittime). A seguire i pastori Fulani (1.229 vittime tra Nigeria e Repubblica Centrafricana) e Al-Shabaab (1.021 morti in Gibuti, Etiopia, Kenya e Somalia). BOKO HARAM E ISIS (ISIL in inglese) a confronto: Il 2015 Terrorismo Globale Index evidenzia che il terrorismo continua a salire. Il numero totale di morti per terrorismo nel 2014 ha raggiunto 32.685, che costituisce un aumento dell’80 per cento da 18.111 rispetto all’anno precedente. E’ il livello più alto mai registrato. La maggior parte significativa di queste morti, oltre il 78 per cento, si è verificato in soli cinque paesi; Iraq, Nigeria, l’Afghanistan, Pakistan e la Siria. Mentre il terrorismo è fortemente ter 5concentrata in un piccolo numero di paesi, il numero dei paesi che hanno avuto un attacco terroristico è in aumento. Nel 2014 sono stati registrati attacchi in 93 paesi, contro gli 88 nel 2013. Questo trend continua dal 2011 con un numero maggiore di più paesi che subiscono attacchi terroristici e morti ogni anno. Inoltre, c’è stato un aumento del 120 % del numero di paesi che registrato oltre 500 morti: nel 2014 11 paesi, nel 2013 erano 5 paesi. La Nigeria ha sperimentato il più grande aumento di morti per anno mai registrato, con 5.662 più persone uccise, un aumento del 300 % di aumento. Nelle 2 immagini seguenti, si riporta la mappa del Global Terrorism Index* calcolato per il 2002 e 2014 in tutti i paesi del mondo. b c *Il Global Terrorism Index (GTI), misura l’impatto del terrorismo attraverso un coefficiente, calcolato in base agli attacchi negli ultimi 5 anni. In testa alla classifica i Paesi con l’indice più alto e quindi più pericolosi. Le mappe mostrano la lunga scia di sangue del terrorismo globale, che ha raggiunto livelli record dopo la caduta delle Torri Gemelle. Nonostante gli investimenti senza precedenti (53 miliardi in tutto il mondo), gli attacchi terroristici sono aumentati dell’80%. Forse la soluzione per elimanare il terrorismo non è fare la guerra! Patrizia Cibin
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