nella Città Metropolitana Milanese

Le bugie della Lega Nord La vera storia del RE3

Le bugie della Lega hanno le gambe corte. Basta consultare la cronistoria dei Piani Regolatori di questi ultimi 20/30 anni per capire che centrosinistra e centrodestra uguali non sono, nel consumo di territorio. La vicenda del piano di lottizzazione RE3 sta diventando emblematica dei comportamenti delle forze politiche e delle persone. Attraverso di esso si può leggere il merito delle questioni e il travisamento dei fatti operato dall’assessore  Bogani e dal comunicato della Lega del 25 luglio. La Lega afferma che: “è inaudito che le critiche al PGT del 2013 abbiano origine da coloro i quali hanno condotto l’Amministrazione comunale di Paderno Dugnano dal 1995 al 2009, cementificando la Città senza limiti. Sappiano i Cittadini di Paderno Dugnano che in questi 8 anni la Lega Nord di Paderno Dugnano ha governato la Città con l’obbiettivo di salvaguardare il Territorio e di fermare la speculazione edilizia avvenuta prima del 2009. Non è stato facile ma oggi Paderno Dugnano è una Città molto più attenta al consumo di suolo.”
Per rispondere agli slogan leghisti basterebbe ricordare il bell’articolo di Francesco Rienzo su Paderno 7.on air del 26 di luglio 2017. Correttamente e con onestà intellettuale Rienzo dice che l’aumento delle volumetrie  è merito del centrodestra “per una precisa scelta politica“ del PGT del 2013. A buon intenditor poche parole. Ma poiché non voglio sottrarmi alle responsabilità, che ho avuto nell’urbanistica padernese per almeno 15 anni, ho ricostruito con l’aiuto di alcune amiche ed amici la vera storia del RE3. Come e da dove nasce quell’ipotesi edificatoria? Nella tabella sottostante ho cercato di esemplificare  i dati ricostruiti.

Dobbiamo risalire al PRG del 1989 (Sindaco G.Mastella, Assessore all’urbanistica G.Mauri e progettisti M.Engel e G.Zaniboni) che prevedeva due piani distinti di lottizzazione (il n.30 e il n.37) per un totale complessivo di mc.3.800. Dopo 10 anni, nel 1999 con la Variante al PRG (Sindaco E. Casati, Assessore all’urbanistica G.Massetti e progettista G.P.Maffioletti) si individua un unico piano attuativo il BC2 di mc.3.800 che, confermando i valori volumetrici dei due precedenti piani, aumentava lo standard di cessione per la realizzazione del progettato Parco Urbano del Seveso. Fin qui tutto bene.

E‘ con il PGT del 2013 e con la precisa scelta politica del centrodestra (Sindaco M. Alparone, Assessore all’urbanisticia G.Bogani e progettisti DRH associati ) che il BC2 di mc.2.800 diventa il RE3 di 13.900 mc. circa. Questi sono i fatti. Chiunque può verificarli. Così é chiaro chi ha deciso che cosa; chi ha aumentato i volumi e chi sta cementificando la città. Altro che balle. Così un piano attuativo bilanciato e proporzionato e finalizzato alle due scelte sopra richiamate (salvaguardia di diritti acquisiti e realizzazione del PUS) è diventato un piano enorme e sproporzionato con il PGT del 2013. Grazie anche alle scelte della Lega e di G. Bogani assessore all’urbanistica.

 

la cronistoria e i dati del RE3

Strumento di pianificazione e anni mq. superficie del comparto

oggi RE3

mc. di residenza

previsti

mq di aree in cessione Sindaco-Assessore

Progettista

PRG 1977-80

 

0 0 le aree erano a standard Strada-Negri (GP.Maffioletti)
PRG 1989-93

 

N.30

N.39

mc.1.500

mc.2.300

Mastella-Mauri

(Engel/Zaniboni)

PRG 1999-03

 

BC2

11.591,77mq.

mc.3.800 mq.8.900+

mq.1.100

Casati-Massetti

(GP.Maffioletti)

PGT 2013

 

RE3

14.032,48 mq.

mc.14.734,44 mq.10.098,64 Alparone –Bogani

(DRH Associati)

Variante PGT 2017 RE3

13.285,44 mq.

 

mc.13.949,72

 

mq.13.287,13

Bogani

 

 

 

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