nella Città Metropolitana Milanese

L’invarianza idraulica &

& il grillo parlante (3).di Ottorino Pagani

“Il seminario sul tema: “Invarianza idraulica ed idrogeologica: dal Regolamento Regionale (07/2017) all’applicazzione” organizzato, il giorno 8 novembre presso l’Aula Consigliare del Comune, dal “Circolo Interprofessionale Tecnici di Paderno Dugnano” è stato interessante, sia per la buona sintesi della normativa sul tema che per gli esempi di applicazione presentati.

Personalmente ho avuto la conferma che la Regione ha prodotto una buona legge e che le competenze e le tecnologie di ingegneria idraulica sono già disponibili e applicabili, e questo è davvero un bene per un territorio ad alto rischio idrogeologico, come quello del nostro Comune.

Mi resta un dubbio, e la “professionalità” del seminario lo rinforza: abbiamo trovato un “altra fatina azzurra” che risolve il problema del rischio idraulico, attivando un nuovo settore di business e permettendoci di continuare a fare cose sbagliate come “Pinocchio”?

Temo di sì, se questa normativa non è affiancata da una legge nazionale che blocca davvero il consumo di suolo, nei Comuni ad altissima densità abitativa e altissima impermeabilizzazione superficiale.

Inoltre, la possibilità dei Comuni di: poter monetizzare le opere di invarianza idraulica che i privati non possono / vogliono realizzare a fronte di un intervento di impermeabilizzazione del suolo in un ambito, e di poter spostare in un altro ambito, ad esempio un bel terreno agricolo pubblico, le opere necessarie per la mitigazione idraulica, alimenta ulteriormente il dubbio.

Sembra che le evidenze dei cambiamenti climatici non hanno ancora prodotto l’acquisizione di responsabilità politica che è necessaria: il 21 ottobre l’allagamento di Milano non è stato provocato dall’esondazione del Seveso, ma dall’impermeabilizzazione insostenibile (superficie  impermeabile dell’87% !) del territorio milanese che non regge più i nuovi eventi meteorici.

E continuare a consumare suolo, convinti che la “fatina dell’invarianza idraulica” ci risolverà il problema, ci porterà a un livello di saturazione ingestibile, oltre che a costi pubblici elevatissimi. E i beneficiari saranno sempre gli stessi, tra cui i “professionisti dell’invarianza idraulica”; non certo le “generazioni future” che dovranno far fronte a una complessità ingestibile.

La “buona legge dell’Invarianza idraulica” e le “elevate competenze dell’ingegneria idraulica” devono sanare i disastri che abbiamo già fatto, soprattutto a Milano e nei comuni dell’asta del Seveso; non devono essere l’alibi per continuare a consumare ancora suolo.”

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