nella Città Metropolitana Milanese

Odore di n’drangheta..





Preoccupano le notizie che provengono dalle indagini delle forze dell’ordine sulla estesa presenza mafiosa nel nord Milano. E’ di questi giorni l’informazione sulle indagini su società e attività economiche a Bovisio Masciago e Limbiate. Di seguito l’informazione tratta dal “Cittadino di Monza e Brianza”:

“Cosche nei ristoranti, sequestrate quote del franchising partito da Bovisio Masciago

La Squadra Mobile di Milano ha eseguito nove arresti per associazione a delinquere finalizzata all’intestazione fraudolenta di beni, indagando sugli affari maturati attorno alle pizzerie “Tourlè”, catena di ristoranti nata a Bovisio Masciago e diventata franchising con attività in tutta Italia.

Dietro le mangiate al “giropizza”, le cene di classe, le serate tra amici o con la famiglia, ci sono gli interessi economici della criminalità organizzata, che reimpiegano i soldi del narcotraffico e di altre attività illecite. Un fenomeno più volte ribadito, anche in occasione di incontri pubblici, dai magistrati dell’antimafia, e che ora, per la prima volta, si è tradotto in un’inchiesta che ha portato i poliziotti della Squadra Mobile di Milano ad eseguire nove arresti per associazione a delinquere finalizzata all’intestazione fraudolenta di beni, indagando sugli affari maturati attorno alle pizzerie “Tourlè”.

Una catena di ristoranti nata a Bovisio Masciago, cresciuta negli ultimi anni con l’apertura di molte attività in tutta Italia. Un franchising nato dall’apertura di Bovisio e di due bar a Limbiate creato dagli investimenti occulti di Giuseppe Carvelli, personaggio legato alla potente cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso (presente anche nel nord della Brianza), come emerso da altre precedenti indagini della magistratura, e negli ultimi anni libero grazie all’istituto dell’affidamento in prova, nonostante una condanna a 22 anni di reclusione.

Sono stati sequestrati i locali aperti a Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e Torino. I destinatari della misura in carcere, oltre a Carvelli (che ha parenti in Brianza) sono altre nove persone. Le contestazioni riguardano una complicata serie di intestazioni societarie fittizie.”

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