nella Città Metropolitana Milanese

Parla la DIA..

E’ sempre impressionante leggere quanto il fenomeno criminale sia non più infiltrato ma ormai radicato nell’economia e nella società italiana. Ne è, purtroppo, una conferma la Relazione semestrale della DIA al Parlamento per il periodo gennaio –giugno 2018 di ben 518 pagine. ”Attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione  Investigativa Antimafia”. Vi si ripercorre tutta l’attività della Dia e si riscopre il radicamento ”strutturale” delle attività illegali della criminalità organizzata da Nord a SUD.

Ma la sgradevole impressione non muta, anzi si fa più stringente quando leggiamo al Capitolo 6 “Proiezione della criminalità organizzata sul territorio nazionale” le 10 pagine dedicate alla LOMBARDIA (da pag 241-a pag.251).  

Praticamente in tutte le province lombarde il radicamento mafioso è ormai forte e “consolidato” e investe moltissimi campi delle attività criminali: prostituzione, droga, armi, estorsioni, fatturazioni false, usura, riciclaggio, autoriciclaggio, scambio elettorale politico-mafioso…con legami ormai provati con la criminalità di diversi paesi.                                                        

E’ una relazione che aiuta a comprendere la realtà che ci circonda e che è un monito per non far calare l’attenzione. Riporto solo l’incipit della pagina 241:

“Trascorsa la stagione dei collaboratori di giustizia – compresa tra la fine degli anni ‘80 e gran parte degli anni ’90 – ed esaurita la relativa fase giurisdizionale che ha inferto duri colpi alle consorterie, in Lombardia i gruppi criminali hanno costituito, all’occorrenza, occasionali alleanze con organizzazioni criminali anche di altra matrice, sia italiana che straniera, per la realizzazione di svariati interessi illeciti. Al pari della Liguria, il risalente radicamento della ‘ndrangheta in Lombardia ha consentito alla matrice mafiosa calabrese di dotarsi di una struttura di coordinamento sul territorio denominata, appunto, “la Lombardia”, intesa come una vera e propria “camera di controllo”, in collegamento con la “casa madre” reggina e funzionalmente sovraordinata ai locali presenti nella zona.

Negli anni le investigazioni hanno tracciato la presenza di numerosi locali di ‘ndrangheta nelle province di Milano (locali di Milano, Bollate, Bresso, Cormano, Corsico, Pioltello, Rho, Solaro e Legnano), Como (locali di Erba, Canzo-Asso, Mariano Comense, Appiano Gentile, Senna Comasco, Fino Mornasco e Cermenate), Monza – Brianza (locali di Monza, Desio, Seregno, Lentate sul Seveso e Limbiate), Lecco (locale di Lecco e Calolziocorte), Brescia (locale di Lumezzane), Pavia (locali di Pavia e Voghera) e Varese (locale di Lonate Pozzolo). Presenze non strutturate sono state riscontrate inoltre nelle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Lodi. “

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