nella Città Metropolitana Milanese

Rho-Monza Mitigazioni a rischio?

S’ingarbuglia la vicenda delle mitigazioni ambientali della Rho-Monza. Chieste  a gran voce dal CIIRM e forse affossate dal Ministero che sembra voglia chiudere l’Osservatorio Ambientale preposto ai controlli. Il Comitato dei cittadini padernesi aveva avanzato una  richiesta ufficiale a tutti gli enti preposti, con lettera del 18 aprile. In questa si paventava: “L’ipotizzata chiusura dell’O.A. toglie dalla scena un Organismo Ministeriale che oltre a svolgere importanti e irrinunciabili funzioni di controllo e verifica delle prescrizioni dettate dai decreti ministeriali in materia, rappresenta per noi un interlocutore decisivo per la realizzazione del progetto di mitigazioni ambientali che abbiamo proposto. Il venir meno della regia intelligente del processo in corso rischia di compromettere e vanificare il lavoro complicato e faticoso svolto, anche con il nostro contributo , in questi ultimi anni, a tutti i livelli istituzionali.” Il parlamentare M.De Rosa del  M5S in un suo post del 4 maggio denuncia un fatto gravissimo: praticamente il controllato, che chiede di rimuovere il controllore: “Oltre al danno la beffa, è proprio il caso di dire, per i territori ed i cittadini interessati alla realizzazione della superstrada Rho-Monza. Il Ministero dell’Ambiente, su richiesta di Autostrade per l’Italia, ha di fatto acconsentito a disporre la chiusura dell’Osservatorio Ambientale (O.A.), incaricato di analizzare i dati relativi all’impatto che ha e avrà l’opera durante e dopo la sua costruzione, su territorio e cittadini stessi. La decisione sorprende in primo luogo per le tempistiche. Un governo ad interim, con un ministero di fatto vacante, non dovrebbe assumersi l’onere di portare avanti nel silenzio una simile iniziativa. Soprattutto se suggerita da una delle parti in causa. Sì perché a richiedere al ministero la dismissione dell’Osservatorio è stata proprio Autostrade per l’Italia. Praticamente il controllato, che chiede di rimuovere il controllore: si tratta di un fatto gravissimo.” Il Fatto Quotidiano (del 3 maggio) a firma di Luigi Franco informa di un documento di cui è entrato in possesso che afferma: “A fronte dello stato di avanzamento dei lavori prossimo alla conclusione le attività residuali in capo all’Osservatorio Ambientale non giustificano più l’impiego delle risorse economiche fino a oggi dedicate”. E dunque “la scrivente ritiene di non poter dare l’intesa al rinnovo dell’Osservatorio ambientale”. Richiesta accolta lo stesso giorno dal direttore generale Giuseppe Lo Presti, che subito dopo aver ricevuto la missiva delle autostrade, ne invia una all’Osservatorio per comunicare che “la scrivente direzione generale (…) ritiene condivisibile la necessità di non procedere al rinnovo del suddetto osservatorio a far data dalla prossima scadenza (l’incarico degli attuali membri scadrà l’11 maggio, ndr)”. Serviranno ancora attenzione e mobilitazione.

 

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