nella Città Metropolitana Milanese

Salviamo il parco di via Gorizia Restano molti interrogativi

L’articolo di Rienzo su Paderno 7.0 on air (del 26 luglio) mi è piaciuto perché affronta con correttezza di dati e informazioni la vicenda dell’edificazione “detta” RE3. Così è possibile il confronto politico, tecnico e tra opinioni diverse. Senza manipolare o travisare i dati. La “storia” amministrativa di quell’intervento ho cercato di ricostruirla in un precedente post.

So che nella Variante del 1999, che curai anche personalmente, si decise di confermare quella previsione edificatoria per due motivi: la creazione del Parco del Seveso che la destra ci ha sempre rimproverato parlando di “fogna a cielo aperto” non comprendendone l’importanza strategica e la difficoltà legale nel togliere un diritto edificatorio maturato dai privati.                                                                                                   Quell’intervento prevedeva una quantità di residenza largamente compatibile con l’area circostante e gli obiettivi del Piano. Fin qui tutto bene. Fin qui siamo d’accordo con Rienzo. Quel diritto si consolida fino al 2013.

I problemi nascono appunto con le giunte Alparone di centrodestra e con le sue politiche urbanistiche,  sancite nel PGT del 2013,  che sbilanciarono quell’area con “la precisa scelta politica” aumentando le capacità edificatori delle aree a servizi di 0,35 mq/mq. L’approvazione di quel PGT portò anche al dissenso e alla rottura del capogruppo di Forza Italia Maurizio Rimoldi che lasciò quel partito proprio sulle scelte urbanistiche sconsiderate. Sconsiderate? Si.

Ripercorriamone una tra le tante facendo nomi e cognomi. Per anni il sottoscritto- come assessore all’urbanistica- ha risposto negativamente alle richieste di una azienda di costruire nel Parco del Grugnotorto proponendo alla stessa di farlo su un’area dismessa. Proposta credibile data la forza e la rilevanza finanziaria di quell’azienda. Per anni. Ma il PGT del 2013 arriva provvidenziale e prevede un’ampliamento di quella stessa ditta proprio nel Parco del Grugnotorto e così l’ATS 6 è nato e si è edificato nel Parco. Questione di scelte!

Per quanto riguarda invece il RE3, grazie alla “precisa scelta politica”del centrodestra del 2013 quei volumi, bilanciati per quell’area dietro alla chiesa di Paderno,  da 3.800 mc sono diventati 13.949,72 mc.

Ma quello che non convince, nella lettera di Rienzo, sono le sue premesse che appunto  pregiudicano il ragionamento perché è improprio parlare di permuta,  di aree del medesimo valore e nemmeno di donazione. Lo capisce chiunque.

Ora bisogna trovare una via d’uscita a un problema creato dal centrodestra. Quella proposta dall‘assessore Bogani non è l’unica alternativa fattibile: è quella più comoda, più facile e meno vantaggiosa per la città. Primo perché è illogico e sbagliato mettere in alternativa un Parco con l’altro. Il problema semmai è come realizzarli entrambi. E qui l’Amministrazione Comunale  deve giocare la sua capacità di persuasione e di proposta avendo in mente un’idea di città e non quella di risolvere un problemino alla volta; accontentando prima gli operatori dell’AT6, poi quelli di Orombelli, ora quelli del RE3, domani chissà..

E poi ci sono altri interrogativi:

  1. Il parco di via Gorizia è trattato come un’area di risulta. E’ un polmone verde che non serve a nessuno? Ma una vera barriera naturale alla Rho-Monza non serve? E meglio mettere 4 alberi contro un muro? Certo è più comodo!
  2. L’intervento sull’area dismessa Scaltrini non porterà altra residenza proprio lì? E quindi non servirà un’area già verde ed utilizzabile dalle centinaia di cittadini che potrebbero arrivare nei prossimi anni? Perchè non accorpare i due interventi? Non si potrebbero così riequilibrare le volumetrie e le cessioni di Scaltrini prevedendo in quell’area anche i diritti del RE3?
  3. Perchè non cercare altre aree libere, da aree dismesse e davvero di risulta, per ricucire e/o riqualificare pezzi già urbanizzati di territorio? O perchè non ridurre l’intervento in due pezzi in maniera da farne uno sull’area di via Roma e un’altro su un’area diversa? Forse così basterebbe un’area più piccola?
  4. Perchè un’area pubblica non è messa all’asta, come ogni bene pubblico? Perchè quell’area a parco deve andare ad un’operatore scelto direttamente dall’Amministrazione Comunale, senza gara? Perchè questo regalo? E se io fossi un’imprenditore dell’edilizia e volessi fare la stessa cosa e volessi costruire in un parco: come faccio ? Lo chiedo all’Amministrazione comunale e lei concede anche a me di edificare in un parco? Perchè i cittadini non vengono messi sullo stesso piano?
  5. Ultima questione: l’area del parco di via Gorizia non è un’area qualsiasi di proprietà pubblica ma è un’area proveniente dalla cessione di un ambito di costruzione di case cimep di qualche anno fa. Ora le aree di cessione (ex-standard) erano concepite appunto come aree di servizio a compensazione/ristoro della nuova residenza. E’ giusto accollare ancora a quel comparto altra edificazione? Questo era lo standard di vecchia memoria che le leggi regionale lombarde da Formigoni in poi hanno stravolto peggiorando le condizioni programmatorie dei Comuni e deprimendo l’interesse pubblico a favore della speculazione privata. Siamo sicuri che una scelta del genere, su un’area proveniente da una cessione, oltre che sbagliata non sia anche illegittima?

 

 

2 risposte a Salviamo il parco di via Gorizia Restano molti interrogativi

  • Se si analizza il Pgt approvato da Alparone e la sua maggioranza, sorgono molti altri interrogativi.
    Come ad esempio l’ex area a verde di via Adamello a Cassina Amata dove vi era stato un abuso edilizio, prontamente fatto demolire dalla tua amministrazione, che Alparone e soci hanno tramutato in zona edificabile, premiando così gli abusivi.
    Una precisazione i futuri abitanti che si potranno insediare nell’ex area Scaltrini non sono centinai ma migliaia, per la precisazione 1.356. Fonte “Quadro progettuale di documento di piano” pag. 153 :
    “Abitanti insediabili su residenza a libero mercato e convenzionato (Ambiti di completamento del tessuto esistente) – abitanti insediabili in applicazione delle indicazioni del DM 1444/68 pari a 80 mc/abitante: 2.204 unità (di cui 1.356 in residenza convenzionata di cui alla zona RE11);….”

    • Gianfranco Massetti

      Concordo totalmente con il tuo commento, anche sui residenti insediabili in Scaltrini. I danni all’ambiente e al territorio di questa amministrazione comunale si vanno assommando e quando saranno visibili a tutti sarà troppo tardi. Ecco perché è importante essere puntuali nella critica e nelle proposte.

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