nella Città Metropolitana Milanese

Sinistra Anno zero Primi dubbi nel PD padernese?

Riassumere il dibattito dentro la sinistra e dentro il PD è impossibile. Però qualcosa si muove, perfino a Paderno Dugnano, se sono vere le dichiarazioni riportate sul Notiziario in edicola questa settimana. La capogruppo del PD infatti afferma che “E’ il momento di esserci, di lasciar parlare e ascoltare, di spendersi in presenza, appoggio e attenzione, non nei salotti e neppur e nelle riunioni chiuse”. Ma che vorrà dire? Che ci sono stati troppi salotti e troppe assenze? Speriamo in un serio ripensamento su che cosa deve fare un partito della sinistra e non solo in un ennesimo cambio di facce, magari pilotato. Speriamo sia finito il tempo delle miracolose primarie che fino ad oggi hanno permesso solo di parlare di persone e mai di programmi. Non sembra così a livello nazionale. Il dibattito è ancora prigioniero della “falange” renziana. Basta però guardarsi attorno e da molte parti della società civile (stampa, commentatori, intellettuali, associazioni, sindacato) si nota una discussione che il gruppo dirigente del PD non sembra voler fare. Perché? Forse perché ci sono, secondo il periodico L’Espresso e il filosofo Cacciari, ormai due linee: “Quelli che vogliono dar voce ai nuovi sfruttati e quelli che invece cercano voti nell’elettorato filo berlusconiano.E non ha senso continuare a convivere come separati in casa”. Anche la Sinistra Dem non sa cosa fare, come alcuni in Leu. Interessante il convegno “Sinistra anno zero” del 7 aprile che ha visto inseme l’attuale reggente del Partito Democratico Maurizio Martina, Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di Art.1 – Mdp e dell’alleanza Leu. In platea anche Emanuele Macaluso, Cesare Damiano, Ignazio Visco e Francesco Boccia. “Questa è la peggiore classe dirigente di sempre non per le sconfitte, ma per non averci lasciato nulla da cui ripartire – ha dichiarato Giuseppe Provenzano nel suo intervento – Hanno fatto ironia sul curriculum di Luigi Di Maio ma la politica non si fa con i curriculum. Qual’era il curriculum di Luca Lotti? Dei famigli e trasformisti che Matteo Renzi ha raccattato nelle liste elettorali? La notte delle liste per le elezioni politiche abbiamo fatto come Forza Italia, Lega, Casaleggio, Renzi ha fatto come gli altri. E’ saltato tutto, statuto, parità di genere”. “La sinistra per poter ripartire deve riflettere fino in fondo sulla propria sconfitta, perché di una sinistra c’è bisogno nel Paese ha commentato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – Dobbiamo tutti dire grazie a questa nuova generazione che oggi a Roma ha organizzato questa importante iniziativa”. “La sinistra è stata sconfitta nel giorno in cui ha prevalso la linea di Renzi – ha detto ancora Rossi – ma le origini di questa sconfitta risalgono allo stesso atto fondativo del Pd quando nel 2007, in pieno inizio della crisi, si costruì a Torino un partito ispirato alla liberaldemocrazia che ha abbracciato il neoliberismo. E questo all’inizio di una crisi mondiale che avrebbe prodotto disoccupazione, emarginazione, solitudine. Il Pd è un partito nato male. Ora dobbiamo costruire, con umiltà e ascolto, una sinistra plurale, senza disperdere il lavoro fatto finora. Non si deve disperdere nessuna forza. Per quanto piccola, la forza di Leu deve essere organizzata, mantenuta. Bisogna tenere aperto un dialogo tra tutti coloro che ritengono necessario costruire un partito nuovo. La prospettiva è un nuovo partito della sinistra”.
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