nella Città Metropolitana Milanese

Sinistra che fai?

Riepiloghiamo. E’ importante che, nelle prossime elezioni amministrative, sia in campo una proposta alternativa a quella del centrodestra che ha, secondo me, mal governato la nostra città dal 2009 al 2019.

Il centrodestra ha, ovviamente, tutto l’interesse a restare unito intorno a qualche figura vecchia o nuova. Il collante della “cadrega”può essere molto forte ma i sondaggi che danno la Lega al 30% possono essere fuorvianti. Si rischia di non vedere le novità, gli errori e le sofferenze della città.

Il centrosinistra, o meglio quel che si era presentato come tale e si era unito all’ultimo momento e malamente, nella campagna elettorale del 2014 è nel frattempo scomparso. Il PD ha i suoi problemi che forse risolverà con le primarie del 3 marzo. Per me troppo tardi per essere in grado di fare una nuova proposta alla città e probabilmente troppo tardi per recuperare una relazione politica e sentimentale con i democratici che se ne sono andati (in altri luoghi o nell’astensione).

I civici di Insieme per cambiare hanno dato buona prova di sè. Sia in Consiglio Comunale che nella città. E’ in gran parte attorno a loro e alle battaglie ambientali che è maturato un  sorta di alleanza per il cambiamento fondata su ambiente e diritti della persona e che ha coinvolte non solo le minoranze attive di questa nostra città  ma anche pezzi importanti della società padernese (le associazioni, i cittadini firmatari contro il RE3, i commercianti..)

E la sinistra?

Scomparsa dall’orizzonte nazionale è pochissimo presente anche a livello locale. Non possiamo pensare di lasciare questa eredità e questo patrimonio a uno sbiadito PD. E’ tempo che alla sinistra del PD, ma non in contrapposizione, si risvegli un’orgoglio e quella  voglia di protagonismo e di trasformazione che è stata sua propria.

Parlo certamente ai gruppi in qualche modo organizzati (LeU, PRC, PSI, Pap..) ma non esclusivamente a loro. Penso soprattutto a tutte quelle esperienze sociali ed associative, nonché alle tante persone che in questi anni si sono rifugiate in un sé solitario e rassegnato.

Ritrovare l’orgoglio dell’appartenenza ad un campo (la sinistra, non un partito specifico) che deve riprendere un suo ruolo nella vita politica locale. Parlo ai tanti giovani del volontariato, agli insegnanti, ai lavoratori precari e non, agli addetti del pubblico impiego, ai pensionati puniti dalla nuova finanziaria. Ai tanti che hanno bisogno che la sinistra li rappresenti di nuovo e li difenda in un mondo dove gli ultimi rischiano di essere lasciati soli in una battaglia rancorosa contro gli ultimissimi (gli immigrati) senza una prospettiva  concreta di miglioramento sociale.

Per questo parlo di lavoro, casa, sanità, scuola e trasporti che devono essere visti con la lente della solidarietà e dell’attenzione pubblica anche dall’amministrazione comunale.

Bisogna ripartire dai temi della nostra vita cittadina: l’ambiente,la  viabilità, i parchi, il territorio, la manutenzione, la sicurezza,la casa, l’assistenza sociale.

Riprendere anche una capacità progettuale di futuro per i progetti di quartiere, il consumo di suolo zero, il ruolo della città nell’are ametropolitana.

E ripartire dalle innovazioni necessarie: la smart city, il co-working, l’energia rinnovabile, l’housing sociale..

Serve per questo una lista autonoma di sinistra, unitaria, non settaria che punti a coagulare tutti quanti i democratici, i progressisti e le persone perbene e di sinistra che vogliono provare a cambiare e migliorare questa città dopo la cattiva prova di sè che hanno dato in 10 anni le politiche e il personale del centrodestra.

Una lista di sinistra che unisca competenze e singoli cittadini volontari che guardino con spirito civico e senza pregiudizi all’orizzonte amministrativo del 2019-2024.

4 risposte a Sinistra che fai?

  • Lo schema del listone omnibus fatto sotto elezioni con gente che ha fatto poco per stare insieme per anni (ricordo Potere al popolo con un eccezionale comunicato che appoggiava la mia candidatura alle primarie del centrosinistra annunciando anche che non vi avrebbe partecipato) è provato e riprovato a sinistra da anni. Dato che dopo le sconfitte colossali di Sinistra Arcobaleno, Rivoluzione Civile e Sinistra per Paderno Dugnano viene riproposto mi chiedo se l’affetto è per il listone o per la sconfitta. Io che a differenza di molti candidati di città mi sono occupato per 5 anni anche da fuori del consiglio non mi candido ma voto Giuranna.

    • Se sono stato poco chiaro è colpa mia. Io volevo solo fare un appello al senso di responsabilità per una coalizione unita (se possibile) con una sinistra protagonista (come non spetta me..) non una proposta di lista unica…

  • La politica locale è diversa da quella nazionale ed internazionale.
    Almeno su certi aspetti dovrebbe esserlo.
    I bisogni e le necessità di una cittadina di provincia non possono considerarsi allo stesso livello delle preoccupazioni di una nazione.
    Quello che serve alla crescita di una realtà locale spesso non deve considerare gli schieramenti ideologici.
    Manchiamo di spirito civico se difendiamo bandiere e bandierine partitiche a prescindere, cioè senza vedere cosa nello spazio locale serve.
    Non si deve dimenticare l’anima ideale che muove cittadini, movimenti e partiti; gli ideali dovrebbero unire e non creare divisioni.
    Stupisce quindi che ad ogni tornata elettorale ci siano più allontanamenti che congiungimenti.
    Non c’è da meravigliarsi se la gente sente lontani i politici e la politica, che si preoccupano d’essere contro qualcuno piuttosto che trovare soluzioni condivisibili.

    • Spiace che Bovassi legga il mio appello alla “Sinistra” come ideologico. Mi sono spiegato male perché penso il contrario. Due cose. Primo che si debba partire dai problemi concreti della città di Paderno Dugnano e, secondo, che la sinistra (anche i partitini..) si guardino attorno e non assumano una posizione di contrasto con nessuno proprio per valorizzare i temi locali. E’ più chiaro?

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