nella Città Metropolitana Milanese

ambiente

Tanti cuori per il tram della Comasina salviamo il Frecciarancio

Il tram pieno di cuoriGrande successo oggi, giorno di San Valentino, per l’iniziativa promossa dai Comitati per il Tram e dalle Coccinelle di “Insieme per Cambiare”: appendere un cuore  sui tram arancione della linea Limbiate-MM Comasina, di cui si teme la chiusura a breve se non si affronteranno i necessari lavori di ammodernamento.

Cuori alla fermata di ComasinaTantissimi i cuori nelle carrozze e alle fermate, con sopra scritti i pensieri dei molti pendolari che ogni mattina si recano a scuola o al lavoro con il simpatico mezzo arancione. Infaticabile e persino puntuale se messo a confronto con gli intasamenti quotidiani del traffico su gomma della “Comasina” che gli corre a fianco.

Efrem Maestri, consigliere comunale a Paderno Dugnano, appende il suo cuore

Efrem Maestri

I passeggeri hanno commentato positivamente l’iniziativa e fotografato i cuori, giungendo persino a intonare, sul tram poi arrivato alla fermata di Comasina stamattina alle otto, un divertente coretto di apprezzamento.

La speranza di tutti noi è che finalmente si decida di intervenire su questa linea e se ne impedisca la chiusura, non solo perché noi pendolari le siamo affezionati ma soprattutto perché il tram è sostenibile, ecologico e socializzante.

Tra l’altro l’Europa cofinanzierebbe progetti di mobilità sostenibile, come ad esempio nell’ambito del 2° bando per le “Azioni Urbane Innovative“,  aperto lo scorso 16 dicembre e con scadenza 14 aprile 2017, per proposte che riguardino uno dei seguenti temi:

  • integrazione dei migranti e dei rifugiati
  • economia circolare
  • mobilità urbana sostenibile

Ma certo servirebbe progettualità e “buona” politica, e, come sappiamo, di questi tempi scarseggiano, quindi per il momento diciamo solo:

 

Viva il Frecciarancio

Frecciarancio

Tranvia Milano-Limbiate Un aggiornamento

aaeaaqaaaaaaaagmaaaajdi1ymjmn2qwlwu0ztmtndnhyi04zdkwltqwnjjlyjnjmzkznaDella situazione,  poco chiara,  della tranvia Milano Limbiate si sta occupando anche Efrem Maestri, consigliere PD di Paderno Dugnano e Vicepresidente del Consiglio Comunale, che interviene aggiornando  tutti gli interessati a questa battaglia. Accolgo il suo invito a faccio girare le informazioni. Ecco il suo resoconto: ..”Ho sentito Siria Trezzi, sindaca di Cinisello Balsamo e consigliera delegata Mobilità per la Città Metropolitana di Milano.

Pur non essendo più la Milano-Limbiate di competenza di Città Metropolitana, bensì del Comune di Milano proprietario della linea, mi ha detto che comunque monitorerà la situazione, anche e soprattutto a seguito della non approvazione del progetto definitivo e al definanziamento dell’opera (lo “scippo di Expo”).

A novembre 2016 il Comune di Milano si è detto disponibile ad assumere il ruolo già della Provincia, ovvero a completare (a cura di MM) il progetto definitivo e ad inoltrare istanza al Ministero per un importo corrispondente al finanziamento revocato.

Comune di Milano ha inoltrato istanza il 18/11/2016 al Ministero delle Infrastrutture per 58,9 milioni di € (primo lotto funzionale Milano Comasina M3 – Varedo Deposito) a valere su fondi sviluppo e coesione.

Sorte, assessore trasporti Regione Lombardia, è disponibile a destinare la propria quota regionale già impegnata per l’attuazione della ricostruzione (12,8 milioni €) ad un intervento di manutenzione straordinaria della linea per il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Regione è altresì disponibile a stanziare fondi aggiuntivi per il rinnovo completo del materiale rotabile (6 tram bidirezionali), anche perché agli attuali tram molto probabilmente Ustif direbbe che mancano i requisiti minimi di sicurezza.

Le iniziative sopra riportate saranno attenzionate a Ustif (Ufficio Speciale Trasporti a Impianti Fissi), la quale ha comunicato agli Enti interessati dalla tratta la necessità di un piano di rinnovo in tempi brevi onde evitare la chiusura.

Credo (aggiungo io) sia per questo motivo che Granelli ha detto che si sta lavorando per recuperare per le risorse onde evitare la chiusura e la sostituzione con i pullman. Monitoriamo tutti la situazione e facciamo girare le informazioni tra di noi”…

Efrem Maestri

COP22 a Marrakech

logocop22E’ cominciata ieri a Marrakech, in Marocco, la 22a Conferenza sui cambiamenti climatici, durerà fino al 18 novembre.
Dopo gli accordi firmati a Parigi lo scorso anno, al termine della COP21, l’obiettivo primario di questa Conferenza è definire la modalità di attuazione di tali accordi.

Salaheddine Mezouar, ministro degli Esteri del Marocco e Presidente della COP22  ha commentato in apertura, il tema del primo giorno è stato ‘Africa in azione’, che la conferenza “in terra africana dimostra l’impegno di un intero continente a contribuire allo sforzo globale” per combattere il cambiamento climatico.
Ha sottolineato inoltre l’importanza di aiutare tutti i paesi africani a combattere i cambiamenti climatici: “sole non ignora un villaggio perché è piccolo.”

Il padiglione dell’Africa, una grande tenda a sua volta alloggio di diversi padiglioni, è stata animata con grandi schermi raffiguranti deserto, oceano, e le scene della foresta provenienti da tutto il continente. Uno spazio riempito rapidamente  da delegati, osservatori e giornalisti sia durante la plenaria di apertura che per i lavori, subito cominciati, della conferenza.

Il padiglione ospiterà molti eventi durante gli 11 giorni: un accesso più affidabile all’energia per le aree rurali e la collaborazione con  l’industria dell’aviazione civile internazionale erano solo due dei dibattiti che si sono svolti.

Diversi paesi anche ospitato eventi e tavole rotonde per evidenziare i propri sforzi per il clima: Tunisia ed Etiopia hanno discusso con i rappresentanti tedeschi per creare soluzioni ai propri problemi ambientali legati al mercato del carbonio, la Tunisia è particolarmente interessato a coinvolgere il settore del cemento.

E’ stato inoltre discusso l’accantonamento per ‘perdite e danni’ a favore dei paesi più poveri di tutto il mondo colpiti da calamità naturali legate ai cambiamenti climatici come le isole del pacifico e gli agricoltori africani colpiti dalla siccità.

Stand informativi sono stati allestiti in una zona separata della sede ed includono organizzazioni attiviste sul clima, le imprese del settore privato e le organizzazioni di ricerca accademica.

Per maggiori informazioni: www.cop22.ma 

 

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