nella Città Metropolitana Milanese

Lavoro

Referendum sul lavoro Con 2 SI tutta un'altra Italia

Referendum sul lavoroMercoledì 22 febbraio, è iniziata con la campagna “Libera il lavoro Con 2 Sì Tutta un’altra Italia”. Al via il viaggio dei camper del ‘Comitato per il SÌ’, che attraverseranno il Paese per sostenere i due referendum sul lavoro promossi dalla CGIL contro i voucher e per la piena responsabilità solidale negli appalti. Prima tappa di questo percorso le sedi delle principali testate di informazione: a Roma, Bari, Firenze, Napoli, Milano e Torino i segretari confederali della Cgil incontreranno i lavoratori e i vertici di quotidiani e telegiornali.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sarà a bordo del camper che percorrerà le strade di Roma. In mattinata arriverà davanti agli studi di Sky di via Salaria 1021, dove, dalle 11.30 si terrà un’assemblea con i lavoratori. Nel pomeriggio, alle 15 alle 16, tappa a via Cristoforo Colombo 90, sede de ‘la Repubblica’, per la seconda assemblea.

A Milano diverse iniziative per il segretario confederale Nino Baseotto. Alle 10.30 inizierà il presidio davanti alla sede della Rai di Corso Sempione 27 e si terrà l’incontro con il direttore del TG3 Lombardia, Paolo Pardini. Il camper si dirigerà poi, alle ore 14.30, davanti alla sede Mediaset di Cologno Monzese (corso Europa 46). Alle 15.30 Baseotto incontrerà il direttore di TGCOM24 Paolo Liguori. Tappa successiva la redazione del ‘Corriere della Sera’ in via Solferino 26/28, dove dalle 16.30 alle 17.30 si svolgerà, in collegamento audio video con la sede di RCS, l’assemblea dei lavoratori, nel corso della quale è previsto l’intervento del direttore Luciano Fontana.

Altre iniziative a favore dei referendum sul lavoro sono programmate a Bari, Firenze, Napoli, Torino e .in tutta Italia.

La notte del lavoro narrato #lavoronarrato

logo2016

La notte del lavoro narrato nasce nel 2014 da un idea di Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo, sociologo alla fondazione Di Vittorio il primo, filologo, scrittore e produttore il secondo, ideatori anche di #lavorobenfatto l’osservatorio/blog sul Sole 24 Ore-Nòva (per cui lavorò anche Carlo Arcari) in cui Vincenzo raccoglie e racconta tante storie di lavoro di chi “dà più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che le persone sanno, e sanno fare, e meno valore a ciò che hanno” come riportato anche nel Manifesto del #lavoronarrato.

L’iniziativa propone l’incontro di donne e uomini diversi per età, interessi, convincimenti ma accomunati dalla voglia di fare bene le cose, di trovare nel lavoro il senso di una vita più ricca e dunque più degna di essere vissuta, di contribuire tutti assieme, portando ciascuno il proprio mattoncino, al rinascimento dell’Italia.

Il 30 Aprile 2016, a partire dalle 20.30, in tutti i luoghi che in Italia aderiscono all’iniziativa, ci si incontrerà per leggere, narrare, cantare, dipingere, rappresentare, condividere storie di lavoro.

A Paderno Dugnano la proposta è stata raccolta da Stefano Tagliabue e Jessica Malfatto, di FrestylePC, – già inventivi innovatori di Freestyle Pc for Kids la chiavetta USB che trasforma qualsiasi PC in un PC adatto ai bambini – che dalle 21:00 ospiteranno chi vorrà partecipare presso i propri spazi in via Claudio Treves, 5/7 a Paderno Dugnano (Palazzolo).

Le ragioni del SI al referendum di domenica 17

Dopo le ragioni del No indicate da Patrizia Cibin, varie posizioni su votare o astenersi, provo io a presentare le ragioni del SI al referendum, o meglio le mie ragioni a favore del SI.

La questione referendaria  è la seguente:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Si è parlato in queste settimane di posti di lavoro perduti, di fermare le trivelle, di necessità di politica energetica, di inquinamento, in realtà la richiesta puntuale chiede se vogliamo abolire una frasetta all’interno della legge di stabilità appena approvata a fine 2016, una richiesta che però nasconde un punto di principio importante:

è legittimo assegnare una concessione
(cioè un bene comune di tutti i cittadini)
senza limite di tempo ?

A mio avviso no, per questo domenica voterò SI, certo, mi rimane l’amarezza di come la discussione pubblica si sia spesso scontrata invece che confrontarsi, magari anche su argomenti importanti ma che non centrano direttamente con la questione referendaria.

Intanto questo referendum non ferma nessuna trivella, anche se vincessero i SI si tornerebbe alla legge di prima, qualche concessione più vecchia scadrà a breve, altre camperanno ancora vent’anni. Per lo stesso motivo non vedo come possano essere messi in crisi tutti i posti di lavoro del comparto, considerando che il referendum, oltretutto, riguarda solo una minoranza di concessioni, quelle entro le 12 miglia, che estraggono circa l’1% delle necessità nazionali di petrolio e il 3%di Gas, con buona pace delle necessità energetiche del Paese, Petrolio e Gas oltretutto non di proprietà nazionale ma di proprietà delle compagnie che hanno, appunto, in capo la concessione.

Ultima è la questione inquinamento (magari condizionati da recenti fatti di cronaca) che ancora non è chiaro se è meglio estrarre localmente o importare con le petroliere, ma anche questo non lo decideremo domenica.

Il referendum chiede se vogliamo che le concessioni durino per la durata di vita utile del giacimento, di fatto, dal punto di vista dello sfruttamento della risorsa, per sempre, con lo stesso soggetto che le ha in concessione ora.

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