nella Città Metropolitana Milanese

Tavola rotonda: INTEGRAZIONE tra Rabbia e Solidarietà Resoconto dell'incontro del 15 Febbraio 2016

Integrazione1La tavola rotonda ‘Integrazione tra rabbia e solidarietà’ organizzata ieri 15 febbraio dal Partito Democratico di Paderno Dugnano, ha avuto un pubblico numeroso ed interessato, che ha espresso parecchie domande ed osservazioni finali. Ma andiamo per ordine.

Dopo una breve introduzione di Paola Cattin, Segretaria del PD di Paderno e di Ezio Casati, ex Sindaco di Paderno ed ora Deputato al Parlamento per il PD, la serata si è concentrata sugli interventi dei due ospiti, l’Onorevole Khalid Chaouki, Deputato PD membro della Commissione Esteri e Comitato Permanente dei Diritti Umani e Don Massimo Mapelli, responsabile della Caritas Ambrosiana. IntegrazioneB

Due ospiti, che con la loro esperienza diretta hanno dimostrato di avere molto da dire sull’argomento.

Difficile riassumere in poche righe tutti gli aspetti trattati e le varie sfaccettature che l’argomento presenta. Perché di integrazione se ne parla da decenni, come se fosse sempre un’emergenza, ma raramente se ne parla in modo costruttivo, analizzandone cioè gli elementi positivi e negativi, affrontandolo con una visione a lungo termine e cercando di cogliere e valorizzarne quegli aspetti che possono diventare delle opportunità per tutti, immigrati ed Italiani. IntegrazioneAAlcuni dati:
  • In Italia esistono circa 5 Milioni di immigrati, di cui profughi e rifugiati sono solo una piccola parte
  • La presenza degli immigrati porta complessivamente nelle casse dello stato italiano 3 Miliardi di Euro. Considerando i contributi INPS dei lavoratori stranieri, e tutti i costi per la gestione dei profughi. Un saldo positivo!
  • Per ogni immigrato lo stato spende 35 € al giorno, di cui 2,5 € va all’immigrato, il resto, 32,5€ !, va nel gestire la sua permanenza in Italia. Sono soldi spesi in attività lavorative come servizi di assistenza, vitto, alloggio, salute, educazione, sostegno…. Attività in genere coordinate da italiani. Sta quindi a questi ultimi fare in modo che i soldi siano usati bene.
Ma come affrontare un problema che esiste e che sembra non trovare mai una soluzione? I suggerimenti emersi durante la serata, ruotano tutti intorno ad un concetto principale: conciliare l’accoglienza con la promozione di un percorso di cittadinanza.
  • La cittadinanza: vista non solo come ottenimento di un documento/passaporto, ma come condivisione e partecipazione, da sperimentare nelle sue varie forme attraverso le agenzie del territorio e i Comuni.
  • La sicurezza: da portare avanti attraverso un dialogo con le famiglie già integrate, che hanno gli stessi problemi di sicurezza delle famiglie italiane.
  • Servizi e diritti: esigenze analoghe esistono per tutte le famiglie e le persone presenti sul territorio italiano, che siano cittadini italiani o no. Cercare una soluzione insieme.
  • Momenti di solidarietà e di festa insieme: feste multi-culturali, per una conoscenza reciproca; aprire i centri di accoglienza ai cittadini italiani, alle scuole, per intavolare un dialogo.
  • Condividere con gli immigrati le cose di cui noi italiani siamo fieri, per crescere insieme, per un interesse reciproco.
  • Nuove leggi di cooperazione con i paesi di origine (es: a Prato inizialmente i Cinesi lavoravano nelle industrie, ora per cercare di superare la crisi del settore, i Cinesi contribuiscono attivamente ad instaurare rapporti di collaborazione, commercio, export con la Cina)
  • Aiuto e coinvolgimento dei profughi in caso di calamità naturali, in alcuni lavori di pubblica utilità, assistenza agli anziani (badanti)
  • Ripopolazione di piccoli centri abitati, altrimenti destinati all’abbandono, recupero dei territori montani.
  • Inserimento nella scuola: scolarizzazione degli immigrati, ma anche riconoscimento dei titoli di studio ottenuti in altri paesi. Affrontare in modo chiaro il problema delle 2° generazioni.
  • Reato di clandestinità: eliminare una legge che crea solo un intasamento dei tribunali e non risolve il problema
  • Freno alla volontà di nuove guerre, che incrementano l’abbandono dei paesi di origine.
  • Investire sugli immigrati: considerarli una risorsa e non un peso (la Germania ha investito sugli immigrati l’1% del PIL)
In conclusione, per affrontare un problema così complesso, adottiamo il metodo che già in passato ha dato buoni frutti (es: Mattei e la collaborazione coi paesi produttori di petrolio invece del puro sfruttamento delle 7 sorelle, mediazione internazionale che l’Italia ha spesso svolto con successo in tanti conflitti internazionali, ecc.) Convivialità e umanità, offrire opportunità di incontro e dialogo. Libertà di espressione, di pensiero e di religione, perché la chiusura genera solo violenza. Investimento sulla coesione sociale. Salvare ed accogliere vite è una questione di umanità e civiltà, come Italiani dovremmo essere orgogliosi di farlo, fa parte della nostra cultura, del nostro DNA.

Sta a noi, ogni giorno, fare un passo in avanti, anche piccolo, verso questo obiettivo, l’unico possibile per risolvere il problema:

Integrazione

3 risposte a Tavola rotonda: INTEGRAZIONE tra Rabbia e Solidarietà Resoconto dell'incontro del 15 Febbraio 2016

  • La problematica relativa al reato di clandestinità ho avuto l’onere di farla emergere ed attenzionare durante il dibattito, non essendo stata previamente discussa, avevo,poiché da addetta ai lavori, mi sono fatta carico, come responsabilmente ogni avvocato penalista, ormai da tempo fa, in ogni sede in cui necessiti, di muovere un accorato appello al Parlamento Italiano per eliminare l’ormai inutile e farraginoso reato di pura creazione legislativa, come quello di immigrazione clandestina. Per ogni chiarimento rinvio al sito dell’Unione delle camere penali, al quale ieri sera facevo cenno, e che i miei interlocutori privilegiati hanno subito colto e capito.
    Nell’intervento, durante il dibattito, ho avuto modo di evidenziare un dato che emerge dalla Report annuale della polizia locale della città di Paderno, dalla quale ho osservato che rispetto al 2014, nel 2015 abbiamo avuto un incremento di 219 immigrati (ovviamente nel dato ci sono extracomunitari e cittadini comunitari), ma si rileva un dato significativo sui reati concernenti l’immigrazione clandestina che da 11 che erano stati denunciati nel 2014, passano a ben 23 nel 2015.
    Ringrazio, personalmente, l’On. Khalid Chaouki per la risposta ricevuta, poiché, conoscevamo tutti la posizione del Ministro della Giustizia Orlando, sempre sensibile ad ogni richiesta ben motivatagli, della Presidente della commissione giustizia On. Ferranti, ma da ieri sera, apprendiamo anche la Sua importante posizione, che personalmente dopo averlo ascoltato con piacere per tutta la sera, e averne condiviso ogni singola parola perché incardinata sul principio di Libertà, nel rispetto dei diritti e doveri, non mi ha stupita, ma ha rafforzato, la stima e la fiducia. Quell’inutile attesa nella depenalizzazione da parte del Governo, quindi, speriamo possa essere a breve sanata, perché non possiamo continuare a chiudere gli occhi, e far perdere tempo e denaro ai contribuenti, ingolfare la macchina della Giustizia per una legge che sin dal suo nascere ha rivelato la sua non proficuità sotto ogni profilo, compreso quello della sicurezza.
    All’On. Khalid, a serata ultimata, in qualità di consigliere comunale, commissario della Servizi, ho chiesto la Sua disponibilità per un evento, a Paderno Dugnano, sulla sensibilizzazione contro la violenza di genere e sul tema dell’infibulazione e connesso diritto alla salute e maltrattamenti, insieme ad altre esperte del settore, ovviamente si è reso disponibilissimo.
    Don Mapelli per chi lo conosce, anche solo dai racconti della gente, è un angelo caduto dal cielo!

  • Non avendo assistito a tutto il dibattito della serata non ho capito se delle responsabilità del governo circa la non abolizione del reato di clandestinità e della mancata legge sullo “ius soli” se ne sia parlato e come? Perché vanno bene le buone intenzioni e la grande supplenza che il volontariato e la Caritas svolgono in tutta Italia, ma le riforme in questa materia così cruciale dove sono?

  • Caro Gianfranco, esattamente! Concordo! Le Riforme in questa materia che ci aspettavamo ed auspicavamo non sono pervenute, come tu ben sai. Tutto il Mondo Giuridico impegnato nella materia, dagli Avvocati penalisti, alla Magistratura, è stato fatto pervenire, previamente le riforme di depenalizzazione, le proprie riflessioni in materia di reato di clandestinità. Deluse le nostre attese a metà gennaio, per motivi di opportunità politica, così abbiamo appreso dai giornali, il reato rimane ancora ascrivibile e rimane un inutile fardello, che è persino dannoso per i processi relativi alle fattispecie ben più gravi della tratta dei clandestini (che per un tecnicismo giuridico di cui non sto qui a tediarti, gioverebbe che gli immigrati non fossero imputati, ma semplici testimoni, cosa che non accade con l’attuale formulazione del reato in parola). Queste cose, però, non sono state sviscerate in seno di assemblea come ben tu puoi capire.
    In tale sede, avrei avuto il piacere di parlarne, anche perché avevo contattato la Segreteria nel pomeriggio chiedendo la possibilità di intervenire per un piccolo approfondimento sul tema che andavamo a trattare, ritenendo di poter contribuire a dare una panoramica anche su questo delicato aspetto in diritto penale che gli anni di esperienza diretta in materia di immigrazione e su tutti gli aspetti legati anche ai permesso di soggiorno, permesso di lavoro, asilo politico, etc. avrebbe potuto coadiuvare il discorso per capire le sofferenze di chi arriva e subisce un sistema normativo a volte faticoso da comprendere. Ma, giustamente, i tempi tecnici erano già accordati e mi sono limitata a far un Accorato Appello agli Onorevoli presenti, testualmente dicendo che loro sono il nostro trade union con il Governo e che ci attendiamo un celere intervento che si possano vedere rispettate le indicazioni che arrivano da chi quotidianamente lavora, calato nella realtà, con la sicurezza e la Giustizia nel Paese.
    In molto meno di 5 minuti, tempo ristretto rispetto a quello che mediamente ho come consigliere comunale in aula, nell’assemblea di lunedì sera capirai che è stato ancora più difficile sintetizzare tutto un problema che nasce dalla prima scrittura della Legge Bossi Fini del 2002, ma che trova reale scrittura nel quarto Governo Berlusconi nel testo Unico sull’Immigrazione e che ha contribuito a formare quel pantano in cui viviamo oggi. Cordiali saluti. Daniela Caputo

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