nella Città Metropolitana Milanese

Transizione: digitale o idraulica?

Ricevo da Ottorino Pagani e volentieri pubblico:

“Il significato di transizione: passaggio da una situazione a un altra; e in fisica : passaggio di un sistema da uno “stato” a un altro.

Quindi, per me, è comprensibile l’evoluzione del Ministero dell’Ambiente in “Ministero per la transizione ecologica”: diventa necessario e urgente organizzare il passaggio da uno “stato” non rispettoso dell’ambiente a uno “stato” dove il suo rispetto sarà alla base del nostro modo di vivere.

Meno intuitivo è il motivo della costituzione di un “Ministero per la transizione digitale”: digitale è contrapposto a analogico, e sono almeno 50 anni che siamo circondati da strumenti-oggetti-procedure digitali. E allora, perché solo nel 2021 ci propinano questo nuovo Ministero, che dovrebbe occuparsi di “economia digitale”, di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e di dematerializzazioni varie?

Oltre ai “tornelli”, si vuole utilizzare per le Pubbliche Amministrazioni nuove e favolose procedure di “Intelligenza Artificiale” nei processi decisionali dei dipendenti pubblici, a prescindere dai giudizi già espressi dai TAR e dal Consiglio di Stato?

Si vogliono facilitare le interconnessioni tra PA e i cittadini agevolando le tecnologie 5G e ritoccando i tetti di inquinamento elettromagnetico delle antenne di trasmissione, anche se il 5G è una priorità solo per alcuni settori (Difesa, Sanità)?

Si vogliono agevolare tramite bonus ai cittadini e procedure d’acquisto semplificate le solite multinazionali straniere dell’elettronica, dell’informatica, delle telecomunicazioni e delle consulenze varie?

Ma queste “cose” non rientrano tra le attività di altri Ministeri (MISE, Infrastrutture, etc)? che bisogno c’è di snaturare il Ministero dell’innovazione che avrebbe dovuto organizzare al meglio la “Ricerca” che in Italia è pericolosamente sotto sviluppata ?

Oppure, sarà un Ministero che si occuperà di “sobrietà digitale”? Cioè, avrà cura di ridurre le pesanti emissioni clima alteranti e il grande consumo di energia e materiali prodotto dalle infrastrutture per le telecomunicazioni digitali?

O sarà un Ministero che si preoccuperà di regolamentare il far west delle applicazioni digitali e chiuderà definitivamente tutte le applicazioni che utilizzano “algoritmi caporali” o che creano intermediazioni di mano d’opera, e i “social” che producono fake news e rovinano la vita ai nostri ragazzi? Ma per queste cose non è meglio sostenere nella prossima riforma della giustizia un “Tribunale della transizione digitale”?

Se ci fosse bisogno di un nuovo “Ministero per una transizione”, propongo il “Ministero per la transizione idraulica” perché diventa urgente, causa la “transizione climatica” in atto, organizzare il passaggio da uno “stato” non rispettoso dell’acqua, il bene più prezioso per l’umanità, a uno “stato” dove la sua salvaguardia sia alla base del nostro modo di vivere.

E noi, cittadini del bacino del Seveso, ne abbiamo più bisogno di altltri ….”

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