nella Città Metropolitana Milanese

Viaggi della speranza: il fenomeno delle migrazioni e l’incontro con chi arriva Incontro organizzato da Fiera di Primavera al Metropolis di Paderno

L’affollato incontro organizzato da Fiera di Primavera ieri 17 marzo 2016 al Cinema Metropolis di Paderno ha visto come ospiti:
  • Gad Lerner – celebre giornalista e conduttore televisivo, recentemente, nella trasmissione su La Effe ha raccontato di migrazioni nei sui reportage dalle frontiere di un mondo che cambia)
  • Don Massimo Mapelli – in passato coadiutore della parrocchia S. Maria Nascente di Paderno e ora responsabile della Caritas Ambrosiana per la zona 6 di Milano e collaboratore di ‘Libera’ di Don Luigi Ciotti
  • Livio Neri – Avvocato, socio e referente lombardo dell’Associazione Studi Giuridici dell’Immigrazione (ASGI), si occupa prevalentemente di diritto del lavoro, dell’immigrazione della cittadinanza e dell’asilo.
  • Ezio Casati – ex Sindaco di Paderno ed ora Deputato alla Camera per il PD.gad2
Gad Lerner: Il fenomeno delle migrazioni è ormai diventato un argomento che si tratta con disagio ed imbarazzo. Sebbene le immagini che arrivano nelle nostre case siano sempre più forti, noi ci stiamo abituando ad esse, ci sentiamo impotenti e ci sovrastano, ci mettono a disagio, sperando che restino lontane… Non è la prima volta nella storia dell’umanità che si assiste a imponenti migrazioni. Senza andare molto lontani nel tempo: nel primo dopoguerra mondiale 15 Milioni di profughi dell’Impero Ottomano si sono mossi verso l’Europa Occidentale, mentre nel 2° dopoguerra del secolo scorso sono avvenute forti movimenti di popolazioni da una parte all’altra dell’Europa e verso l’America. Anche allora i paesi più democratici verso i quali le popolazioni si muovevano, discutevano se accoglierli, come accoglierli, quale impatto potevano avere sulle loro economie, sulla stabilità e la sicurezza delle loro comunità. 5 anni di guerra in Siria hanno creato 250.000 morti. Su una popolazione Siriana di circa 22-23 Milioni, la metà (11 Milioni) ha lasciato la loro casa, di questi metà sono ancora in Siria, l’altra metà sono migrati all’estero, moltissimi in Kurdistan, Giordania, Libano, Turchia. Una percentuale minima è arrivata in Europa, principalmente attraverso la via Turchia-Grecia, favoriti dal breve tratto di mare che separa le due nazioni. Da Bodrum a Kos ci sono 2,5 miglia, con un traghetto di linea si attraversa in 30 minuti, per un costo di 20€ per gli adulti e di 10 € per i bambini. Gli immigrati pagano 1500 $ a testa agli scafisti. Nonostante, secondo il Diritto Internazionale della Convenzione di Ginevra, abbiano il pieno DIRITTO, come profughi di guerra, a prendere il traghetto. La convenzione di Ginevra dà loro il diritto ad avere dei ‘corridoi umanitari’, dei viaggi sicuri, dei voli charter. Il Governo Italiano ha accettato di rilasciare dei Visti Umanitari. E la Comunità di Sant’Egidio, insieme alla Chiesa Valdese, grazie al contributo dell’ 8 per mille, hanno donato 1 Milione € per organizzare questi viaggi sicuri a circa 1.000 persone. L’Italia, con esitazione, intimorita dalle possibili reazione della Comunità Europea, ha organizzato alcuni voli Tunisi-Milano per costi inferiori a 100€. Questa non è la soluzione, perché nessuno ha la soluzione in tasca. E’ un fenomeno dai tempi lunghi, che impatta già ora in termini di pace e di guerra ai confini del Sud dell’Europa. Interessa più di 1 Milione di persone, dobbiamo respingerli tutti? Come li fermiamo? Non possiamo girare la testa e fingere di non vedere. Don Mapelli: racconta la sua esperienza, la fortuna di vivere con persone che hanno intrapreso questi viaggi, di ascoltare le loro storie dal vivo, non in TV. La fortuna di avere la storia che ti entra in casa e di non fare ragionamenti astratti. Racconta della sua esperienza, dove in 4 appartamenti sequestrati all’ndrangheta ospita anche italiani senza casa. Racconta:
  • Dello scetticismo/paura nelle loro parole quando ha comunicato l’arrivo degli stranieri. Ma come! risponde loro: Quando c’era l’ndrangheta nessuno diceva niente ed ora che arrivano famiglie di profughi colpiti dalla guerra protestate?
  • Storia di una Nigeriana rispedita in Italia dalla Francia perché per lei qualcuno anni fa, in Nigeria, aveva chiesto un visto per l’Italia, pensando di coinvolgerla nella tratta delle prostitute. I Francesi l’anno imbarcata su un aereo ed è arrivata a Linate con un sacco della spazzatura trasparente con i suoi vestiti, e 2 bambini… Nemmeno la Prefettura sa cosa prevedono le procedure. Forse è meglio così…
  • Storia di una famiglia che dopo essere stata in Francia, Olanda, Germania, con i figli che ormai hanno imparato il tedesco, sono stati rispediti in Italia. Quante volte devono iniziare una nuova vita?
  • Storia di un uomo Somalo sbarcato a Malta e di sua moglie con i figli sbarcati in Italia. Si sono riuniti in Germania, ma sono stati rispediti uno a Malta e gli altri in Italia. Sono le procedure!
  • Storia di una coppia sposata in Italia, lei Italiana, lui Siriano, che anni fa hanno deciso di andare a vivere in Siria. Con la guerra sono rientrati in Italia, con mille difficoltà per vedere riconosciuto il loro diritto di stare in Italia.

Un sistema di accoglienza è necessario. Perché anche se non si è organizzati, la gente arriva lo stesso.

L’accoglienza DEVE essere a livello europeo, anche se l’Europa non sà più cosa inventarsi per girarsi dall’altra parte. Se una famiglia si trova in mezzo a una guerra, scappa! con nonni e bambini! Livio Neri: La soluzione passa attraverso i ‘corridoi umanitari’. Anche se è una soluzione non di moda. Maggio 2015 – Definizione dell’Agenda Europa.
  • Per l’Europa, dal punto di vista della gestione dell’immigrazione, l’Italia con Mare Nostrum, non è affidabile, non identifica i profughi.
  • Si decide quindi di usare un approccio diverso, il cosiddetto ‘hot spot’. Organizzare cioè dei luoghi fisici – chiusi – dove effettuare la selezione tra chi è profugo e ha quindi diritto all’asilo e chi no.
Chi ha diritto all’asilo, viene rinchiuso nei CIE, luoghi in cui si viene privati della libertà personale sino al momento in cui si decide del loro reinsediamento. L’accordo Europeo prevede di sistemare 20.000 persone, tra il 2015 e il 2020. Nel 2015 ne sono arrivate 1 Milione! Ad oggi, nell’ambito di questo programma, sono state collocate in Europa 1500 persone! Per le altre 18.500 si sta organizzando uno scambio con la Turchia, considerato Paese Terzo Sicuro. Lo scambio consiste nel consegnare alla Turchia profughi Siriani, in cambio di soldi (si parla di 3 o 6 Milioni di €) e di visti di entrata in Europa per i Turchi. La Grecia, già stremata dalla crisi economica, sta per riconoscere la Turchia come Paese Terzo Sicuro. Per l’Italia NON esistono Paesi Terzi Sicuri. Lo dice la nostra Costituzione. Chi nel mondo non gode dei diritti di libertà deve essere accolto in Italia. Esistono poi i ‘rifugiati ambientali’ persone che lasciano le loro abitazioni a causa degli effetti del cambiamento climatico, (desertificazione, alluvioni, aumento del livello degli oceani), non riescono più a vivere nei luoghi di origine. La Convenzione di Ginevra non prevede questa tipologia di profughi, non esistono per loro strumenti legali a cui fare riferimento. Inoltre sono frequenti casi in cui le persone sono costrette a lasciare i loro villaggi poiché il terreno che coltivano e dà loro il sostentamento per vivere viene confiscato dal capo-villaggio, spesso motivate questioni ereditarie poco chiare, ma che in genere derivano da imposizioni di multinazionali o di organizzazioni criminali.   Ezio Casati: il legame immigrazione e politica è critico; presentato spesso agli Italiani come un reato è un argomento impopolare, che genera polemiche con imponderabili conseguenze sul voto. E’ necessario però, da politico, avere una visione a lungo termine. Secondo l’ISTAT, l’Italia passerà dai 60 Milioni di abitanti attuali a 55 Milioni nel 2050, 42 Milioni se non si considera la presenza degli stranieri. Probabilmente troppo pochi per mantenere lo stato di benessere e welfare attuali. Nemmeno se iniziassimo oggi a fare più figli, passando da un incremento demografico di 1,4 a 4, nel 2050 i giovani saranno ancora troppo pochi per supportare le esigenze di unapopolazione troppo vecchia. L’Italia, insieme a Giappone e Germania ha l’età media mondiale più alta, 45 anni. In Uganda l’età media è 15 anni! In Grecia sono arrivati 850.000 immigrati e in Italia 150.000. Rispetto ad una popolazione Europea di 600.000.000 di persone, 20/30.000.000 di musulmani rappresentano il 3-5% della popolazione. Non può essere considerata un’invasione. Perché non accogliere centinaia di migliaia di badanti che si prendono cura dei nostri affetti, lavoro che spesso gli italiano non vogliono fare? Già oggi, i contributi versati dai lavoratori immigrati regolari permettono di pagare 600.000 pensioni, contributi che probabilmente gli immigrati versano e che non rivedranno nelle loro pensioni, vuoi perché torneranno nei loro paesi di origine, vuoi perché non saranno sufficienti a dare loro il diritto ad una pensione italiana.
Cosa fare?
  • E’ necessaria una riforma del Terzo Settore, con l’istituzione del Servizio Civile Internazionale, che già prevede uno stanziamento italiano di 150 Mil. €/anno.
  • Fermare il commercio delle armi. Anche se è notizia di questi giorni che Finmeccanica ha ceduto il ramo ferroviario per concentrarsi sul quello degli armamenti.
  • Provare a ribaltare il racconto e convincere porta a porta all’accoglienza.
  • Accogliere persone in piccole strutture / appartamenti. Alcune Parrocchie già lo fanno.
  • Insegnare l’Italiano a giovani ed adulti

In conclusione, il messaggio finale è che la NON accoglienza, estremizzando ulteriormente una situazione già insostenibile a persone in condizioni economiche disastrose e coinvolte in guerre, finisce per favorire il terrorismo.

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