nella Città Metropolitana Milanese

Ambiente e partecipazione Un commento alla proposta di Oscar Figus

partecipazione Concordo con Oscar Figus quando dice che l’ambiente dovrà essere una priorità del 2016 e aggiungo che nessuna priorità potrà essere affermata senza un metodo ed una modalità partecipativa che è l’unica in grado di rendere protagonisti, e non passivi, i cittadini che vogliono cambiare “lo stato delle cose esistenti”. Da questo punto di vista mi sembra che si vada imponendo una qualche generale consapevolezza. Sarà un caso che riprendano vigore, in questi giorni, domande sulla partecipazione? O è invece il sentimento profondo del senso della democrazia che riemerge? Aldo Carra, su Il Manifesto del 3 gennaio, a proposito della necessità per la Sinistra di ritrovare una unità “cammin facendo” si interroga “sulla crisi profonda del modello di democrazia partecipata e della funzione dei partiti come tramite tra cittadini e istituzioni. Negli ultimi anni l’unica risposta che siamo riusciti a dare alle esigenze di partecipazione è stata l’utilizzo delle primarie.” E nel criticarle si chiede se “non si possa rilanciare le primarie su punti programmatici per far risalire dal basso” programma e carta dei valori di una nuova sinistra. Integrando un processo vivo fatto di persone con un processo parallelo da sviluppare sulla rete.”                                                                                                       Ilvo Diamanti, su La Repubblica del 30 dicembre, nel riconoscere la scomparsa dei partiti di fronte alla “democrazia del leader” si chiede se non sarebbe auspicabile per il 2016 “l’irruzione di partiti e movimenti senza leader. O, almeno, di leader al servizio di partiti e movimenti. In grado di generare partecipazione, identità e perfino -perché no- ideologia”.                                                                                     Una riflessione lontana dalla nostra realtà locale? Non direi visto che anche Giovanni Giuranna, nel suo post del 31 dicembre, riprende il tema: Anche su altri argomenti che ci stanno a cuore abbiamo dovuto riscontrare freddezza. Penso al tema della partecipazione (la maggioranza, pur dichiarandosi d’accordo con l’ordine del giorno da me presentato un anno fa, lo ha bocciato perché – hanno detto – era pronta una proposta complessiva sul tema della partecipazione per cui non aveva senso impegnare l’Amministrazione Comunale per una cosa che stava già facendo. Da allora è trascorso più di un anno e il Regolamento promesso non ha ancora visto la luce. Nel frattempo, è evidente a tutti che la Giunta non favorisce il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini... L’unica forma di partecipazione che questa Giunta riesce a realizzare è quella che si esprime in iniziative che coinvolgono alcune (e non altre) associazioni. La partecipazione che genera democrazia è altra cosa, secondo noi.” Infine anche Pietro Occhiuto, su Quipadernodugnano del 30 dicembre, affermava: “Veniamo da un ventennio, e forse anche più, dove il mercato e la finanza hanno preso il sopravvento su qualunque altro aspetto del vivere sociale tanto da portare il mercato e la finanza a dominare la politica ed i processi democratici. La sinistra per avere spazio deve essere in grado di fermare questo processo invertendone la rotta e per poter far ciò deve rimettere al centro l’uomo. L’essere umano in quanto cittadino, lavoratore ed anche creatura pensante che ha dei desideri, materiali ed immateriali, deve tornare ad essere il fine delle scelte e della dinamiche economiche. Quella di un nuovo umanesimo sociale può essere la chiave di volta anche nelle strategie della sinistra a livello locale. Progetti di città che mettano al centro i cittadini con politiche cittadine capaci di rimettere in relazione tra loro le persone, di appassionarle a progetti e invogliarle alla partecipazione in una sorta di grande esercizio ed allenamento di cittadinanza.” Una cosa sembra chiara: mentre il Comune di Milano è alle prese con le difficoltà della sperimentazione del suo primo Bilancio partecipativo che ha coinvolto 30.000 persone, il Comune di Paderno Dugnano, dopo aver “sospeso l’efficacia” dei Consigli di Quartiere con un suo atto del 7 aprile 2014, si è ben guardato dal pensare qualcosa di sostitutivo e di più efficace, lasciando i cittadini soli di fronte al tema della partecipazione popolare.    
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