nella Città Metropolitana Milanese

Gianfranco Massetti

Sono nato a Soncino nel 1953. Laureato in Filosofia lavoro al Comune di Limbiate. Dal 1995 al 2004 sono stato vicesindaco di Paderno Dugnano e poi fino al 2009 Sindaco.

Ancora quella sofferenza..

Di seguito il comunicato stampa di Legambiente di Paderno Dugnano del 7 agosto. Presa di posizione di condividiamo pienamente.Con alcune considerazioni per la riflessione.

La prima è che è meglio non fare (non distruggere) prima che correre alle riparazioni (compensazioni) dopo. E questo vale sempre, anche per la vicenda della Rho-Monza. C’è chi l’ha sostenuta prima e poi è corso ipocritamente a contrastarla dopo (quando era ormai inutile).

La seconda è che la battaglia contro le vasche di laminazione ci dovrà vedere protagonisti anche quando si tratterà di quella di Paderno Dugnano e quando qualcuno (certamente ci sarà) verrà a raccontarci i benefici e i doverosi sacrifici da fare.

La terza riguarda l’inadeguatezza politica e culturale dei governi dei Parchi. E la loro non indipendenza. Come fidarsi? Se il Parco Grugnotorto ha avvallato tutte le scelte di riduzione delle aree che doveva proteggere e il Parco Nord ha accettato la devastazione di centinaia di alberi?

” Era il 14 luglio del 2014. Dopo 3 giorni, schierati a difendere la collinetta della Rho Monza fronteggiando la polizia, la capitolazione. Serravalle ne prende possesso e subito dopo procede con il taglio dei circa 800 alberi che su di essa stavano crescendo da alcuni anni. I pomodori, appena acquistati all’Unes per una insalata estiva, lanciati disperatamente e inutilmente contro il capo cantiere che dirigeva in quel momento l’operazione.

Impossibile guardare fino in fondo il video circolato ieri, che mostra freddamente il braccio meccanico di una gru che strappa dal terreno, uno per uno, depositandoli poi a terra, uno sull’altro, gli alberi del Parco Nord, per far posto alla vasca di laminazione per il Seveso. Troppa la sofferenza. La stessa del luglio 2014.

Non dovrebbe essere consentito distruggere con tanta facilità un bene così importante, un bosco di 30 anni che regala bellezza e salute ai cittadini e che al suo interno lentamente, negli anni, ha consentito e  favorito lo sviluppo di un prezioso ecosistema  naturale.

La distruzione di 4 ettari di bosco è una perdita irreversibile. Poco convincente e per niente attraente parlare di compensazioni, di aree degradate recuperate e annesse al parco. Potevano esserlo, a prescindere. Vien da sorridere, amaramente, riascoltando le dichiarazioni dell’assessore Maran e del sindaco Sala a proposito del progetto tanto sbandierato chiamato “Forestami,” gestito dal Comune di Milano, lo stesso che oggi, in prima linea “Deforesta”.

Nè vale, ormai lo abbiamo chiaro, la ragion di stato che vuole questo “sacrificio” per salvare Milano dalle esondazioni del Seveso. Non è vero. Non è con la vasca del Parco Nord che Milano si salva. Occorreva essere più lungimiranti e anziché utilizzare il tempo enorme trascorso inutilmente a vagheggiare le vasche, immaginare e realizzare una progettualità più moderna e sostenibile dal punto di vista ambientale. Un’ipotesi concreta e ancora possibile che il costituendo Comitato di Coordinamento Torrente Seveso (di cui il nostro Circolo fa parte), ha sviluppato in modo articolato e preciso in un documento che è già stato inviato ai sindaci dei comuni dell’asta del Seveso da Lentate a Milano. Documento che renderemo noto a breve, non appena avremo individuato e realizzato modalità agili di comunicazione dello stesso.

Lo studio commissionato dal Parco Nord, che prende in esame l’avifauna che nidifica nel bosco, eventuali specie rare e protette e i nuclei boschivi presenti, minimizzandone in qualche modo la valenza, è un tentativo di giustificare, seppur parzialmente, l’operazione. Ma non convince perché, ancora una volta, anziché giustificare bisognava non fare, cioè non distruggere.

“Nel corso del presidio di ieri al Parco Nord sono state chieste le dimissioni del Presidente e del Direttore del Parco  per non essersi opposti allo scempio attuato. Vogliamo precisare che, fatte salve le perplessità appena espresse, non è la nostra posizione e non è una posizione che sia stata condivisa dal CCTS. Andrebbero interrogati, a nostro avviso, i sindaci dei comuni che compongono il Consorzio chiamato a gestire il Parco Nord e cioè Milano, Sesto S. Giovanni, Bresso, Cusano, Cormano, Cinisello e anche il consigliere delegato all’Ambiente di Città Metropolitana.”

Difficile dire a quali sviluppi assisteremo nei prossimi giorni. L’operazione al Parco Nord appare una accelerazione improvvisa e ingiustificata, oltre che inutile.  Una dimostrazione di forza?  Ragioni elettorali?

Manterremo accesi i riflettori sulla vicenda e continueremo a lavorare al difficile compito di convincere gli enti istituzionali responsabili, con l’aiuto ci auguriamo dei sindaci, a prendere in esame soluzioni alternative alle vasche. E’ possibile e con l’impegno di tutti si può ancora fare.

Contro le vasche di laminazione

Dal quotidiano Il Giorno del 31 luglio; articolo di Giuseppe Nava:

“Presidio a Bresso: “Quelle vasche sono una bomba sanitaria”

Con oltre trecento persone è stata un successo la protesta contro l’invasione del Nord per la costruzione dei bacini di laminazione

Bresso (Milano), 31 luglio 2020 – Oltre 300 persone per dire “No” alla vasca di laminazione nel Parco Nord, nonostante il caldo e l’afa. Ottiene, ieri pomeriggio, il successo sperato la mobilitazione del coordinamento “Torrente Seveso”, che riunisce tutto il fronte anti-vasca dei comitati bressesi e metropolitani, lungo la milanese via Aldo Moro e nella zona dei laghetti di Niguarda.

Striscioni colorati , volantini, cartelloni, musica e cori per gridare insieme “Salviamo il bosco e difendiamo la salute”. Il bosco è quello di 4 ettari che sarà completamente tagliato per far posto all’invaso artificiale da 250mila metri cubici, in grado di raccogliere le acque limacciose del Seveso quando è in piena. La salute è soprattutto quella dei 2mila residenti bressesi del Supercondominio di via Papa Giovanni XXIII, che si troveranno la vasca di laminazione a poco meno di 100 metri dalle loro finestre.

L’area di cantiere dove sorgerà l’invaso è stata praticamente recintata; i lavori potrebbero partire a breve, rendendo sempre più evidente la preoccupazione di chi si ritroverà i mezzi in azione sotto casa: “Gli interventi riguarderanno anche le sponde del Seveso in più punti. – spiega Matilde Minella, portavoce del Comitato “No Vasca” -. È prevista anche una leggera deviazione del corso attuale del fiume. Mi chiedo come si può lavorare sulle sponde che accolgono i residui delle acque reflue, contenute nel Seveso, in un periodo di emergenza sanitaria come questo? Queste prime opere sono già delle criticità sanitarie; senza parlare poi del problema sanitario che avremo con una vasca piena delle acque inquinate del Seveso”.

Le proposte sono quelle di risanare le acque: “Questa vasca concepita così non va bene – continua Arturo Calaminici, presidente onorario dell’associazione “Amici del Parco Nord” -. Invito ancora il Comune di Milano a riflettere su quest’opera che spazzerà via un bosco che è stato piantumato oltre 30 anni fa. Bisogna chiudere i circa 1.400 scarichi abusivi nel Seveso! Grazie a quanti sono intervenuti”. Al presidio hanno partecipato anche il sindaco di Bresso Simone Cairo e il sindaco di Cormano Luigi Magistro: “Sono qui a sostenere le ragioni dei miei concittadini, che si troveranno una vasca di laminazione sotto le loro case – prosegue Cairo -. Con la nascita del progetto delle vasche lungo il Seveso, a Milano è stato realizzato un lago mentre verso Bresso un invaso con le acque del fiume. È incredibile, ma è così. Rinnovo l’invito al Comune di Milano, per trovare insieme una mediazione alla vasca”. Per il primo cittadino cormanese Magistro: “Questa vasca di laminazione non risolverà i problemi delle esondazioni a Milano”.
 

Vasca di laminazione? No grazie.

Di seguito il comunicato-appello dell’Associazione Amici del Parco Nord contro l’inizio del lavori per vasca di laminazione. Mobilitazione indetta per Giovedi 30 luglio alle ore 18.

“ALBERI IN PERICOLO – TUTELA IL PARCO NORD – PROTEGGI LA TUA SALUTE”
Qualche giorno fa hanno cominciato a recintare l’area boschiva del Parco Nord tra Bruzzano,Niguarda e Bresso dove sorgerà il cantiere della vasca di laminazione per contenere le esondazioni del torrente Seveso.


Da molti anni cittadine e cittadini, comitati e associazioni denunciano come le vasche di laminazione non siano la soluzione adeguata e propongono concrete e praticabili alternative che comprendono: chiusura degli oltre 1400 scarichi abusivi e pulizia delle acque con conseguente potenziamento del canale scolmatore verso il Ticino, deimpermeabilizzazione delle sponde del torrente e utilizzo di aree golenali per lo scarico di acque in eccesso. Con i cambiamenti climatici i fenomeni metereologici si fanno sempre più intensi e, proprio per questo motivo, serve una netta inversione di tendenza delle politiche ambientali condotte fino ad ora. Bisogna aumentare il numero di piante ad alto fusto e ridurre le superfici cementificate; per tale ragione non possiamo tollerare il disboscamento di 4 ettari di Parco Nord per far spazio a un progetto obsoleto e molto costoso.

Vogliamo tutelare l’ambiente, contribuire a mitigare il cambiamento climatico e tutelare la salute dei cittadini messa a repentaglio dalla qualità delle acque di uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa.

Per la difesa del suolo e del Parco ti aspettiamo GIOVEDì 30 luglio dalle 18,00 all’incrocio tra via Ornato, via Aldo Moro e via Del Regno Italico con cartelli e manifesti per una protesta determinata e colorata, successivamente ci sposteremo verso l’interno,verso la passerella sul Seveso “