nella Città Metropolitana Milanese

Gianfranco Massetti

Sono nato a Soncino nel 1953. Laureato in Filosofia lavoro al Comune di Limbiate. Dal 1995 al 2004 sono stato vicesindaco di Paderno Dugnano e poi fino al 2009 Sindaco.

Puliamo il Seveso io aderisco

2015-09-27_puliamo_il_Seveso Ripropongo il testo della  mia adesione di maggio invitando i cittadini a fare altrettanto. L’iniziativa organizzata dalla lista Insieme per Cambiare è lodevole, per diversi motivi. Primo perché riporta al centro dell’attenzione pubblica un tema ambientale troppo trascurato: quello del Fiume Seveso. Una risorsa dimenticata da questa Amministrazione comunale. Secondo perché lo fa in maniera ben strutturata e articolata tale da permettere ad ognuno di avvicinarsi, studiare, pensare e progettare insieme un futuro ambientalmente più sostenibile che fondi le sue radici sulle “nostre ragioni ambientali” ed il fiume Seveso è una di queste. Si perché il Fiume Seveso è stato la matrice della nostra storia umana ed urbana e può tronare ad essere centrale nella vita della nostra comunità. E’ attorno ad esso che sono nati gli insediamenti di Palazzolo, Dugnano e Paderno. Quando l’acqua era pulita e il fiume era ben visibile e forse anche ricco di pesci. Poi l’industrializzazione e l’urbanesimo del ‘900, insieme all’avidità edificatoria degli anni successivi, ne hanno nascosto il profilo, incementato gli argini, coperto il letto e distrutto l’ambiente circostante fino a farlo diventare una “fogna a cielo aperto”. E poi un problema idraulico anche per Milano. E’ solo con il Contratto di Fiume degli anni ‘90 e con l’iniziativa del Centrosinistra che rinasce, almeno a Paderno Dugnano, l’idea di “Fiume”. Con il PRG del 1999, grazie all’architetto Paolo Maffioletti, Paderno è il primo Comune che prevede nel suo strumento urbanistico un “Parco Urbano del Seveso” dentro il proprio territorio. Parco che nei successivi anni si è cercato di realizzare e ampliare. Ma il Centrodestra che governa Paderno dal 2009 ha abbandonato questo obiettivo. Obiettivo che oggi è più lontano ma più urgente visto l’avvicinarsi della realizzazione delle Vasche del Seveso a Senago e a Palazzolo Milanese. Inoltre, dopo la “sconfitta della Rho-Monza”, questo obiettivo ambizioso può permettere la ripresa di un territorio che deve valorizzare le sue risorse ambientali in maniera nuova. Per queste ragioni credo sia utile e doveroso aderire a questa iniziativa, garantirle il successo che merita e aiutarla a costruire un movimento ancora più vasto, fatto di cittadini, associazioni e partiti. Un movimento così forte che riesca ad imporre a questa Amministrazione Comunale, cieca e muta, la ripresa di quegli obiettivi concreti del Contratto di Fiume che permetterebbero al nostro territorio di tornare protagonista della valorizzazione ambientale del Nord Milano. Io, personalmente, aderisco ed invito cittadini, associazioni e partiti a fare altrettanto.

La città metropolitana fa un passo avanti Approvate le zone omogenee

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Milano come Londra?

Il Consiglio metropolitano della Città Mertopolitana di Milano ha approvato la proposta di costituzione e delimitazione delle zone omogenee della Città metropolitana di Milano, così come previsto dalla Legge Delrio (n. 56/2014) e dallo Statuto dell’Ente. Approvato anche il regolamento sul funzionamento delle zone. Con le delibere votate frutto anche del confronto di questi ultimi mesi tra Città metropolitana e i Comuni, si intende offrire alle realtà comunali uno strumento cui affidarsi per la gestione, in forma associata, di servizi e su alcune competenze specifiche delegate dalla Città metropolitana di Milano. L’obiettivo è quello di arricchire il livello di confronto tra Città metropolitana di Milano e i Comuni e di allargare la partecipazione ai processi di trasformazione del territorio. “Questo è un passo importante verso l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio della Città metropolitana” – ha dichiarato il Vice sindaco Eugenio Comincini. “E’ un percorso su cui stiamo lavorando dalla nascita di questa Istituzione. Dopo lo statuto, le delibere di oggi segnano una tappa fondamentale verso questa direzione. Per arrivare alla definitiva elezione diretta sarà necessario che il Parlamento definisca una nuova legge elettorale” – ha concluso Eugenio Comincini. Sono sette le zone individuate e delimitate secondo caratteristiche geografiche, demografiche, storiche, economiche e istituzionali: Alto milanese, Magentino e Abbiatense, Sud Ovest, Sud Est, Adda Martesana, Nord Ovest, Nord Milano.   Nei prossimi giorni la Città metropolitana di Milano trasmetterà la proposta di costituzione e di delimitazione delle zone omogenee alla Regione Lombardia per raggiungere l’Intesa tra le due Istituzioni. Successivamente il tutto sarà trasmesso alla Conferenza metropolitana dei Sindaci per il parere. L’istituzione delle zone omogenee si avvierà con la definitiva approvazione da parte del Consiglio metropolitano.   * * * * * * * * Questa la notizia di venerdì 18 settembre.Ora tocca alla Regione e ai Comuni adoperarsi per farsi valere. Paderno Dugnano cosa sta facendo?Quali sono le intenzioni della nostra Amministrazione comunale?Come intende giocare un ruolo importante? Su quali servizi e priorità porre l’accento della nostra zona omogenea?Sono alcune delle domande che il Consiglio Comunale  e i cittadini padernesi attendono.

La condizione dell’Italia secondo il World Economic Forum

L’articolo di Da Rold sul Sole 24 ore sulla condizione dell’Italia dovrebbe far riflettere tutti. Innanzitutto il governo Renzi. Soprattutto per l’autorevolezza della fonte citata (il World economic forum) e per il raffronto scientifico tra l’ Italia i 30 paesi avanzati (Inclusive growth and development report 2015). Se questi dati sono attendibili allora si comprende come deve cambiare il registro delle priorità del nostro paese, della nostra politica, del nostro governo, proprio perché l’obiettivo dello studio è come “rendere la crescita economica più socialmente inclusiva”. Nel report l’Italia si colloca a fondo della classifica. Riporto per brevità solo alcuni indicatori, rinviando all’articolo del “Sole”. L’Italia è:
  • 30 esima su 30 per l’accesso delle aule scolastiche a internet;
  • 29 esima su 30 per l’etica della politica e del business
  • 26 esima per l’Istruzione
  • 22 esima per la protezione sociale
  • 25 esima per il cuneo fiscale
  • 22 esima per il PIL pro capite
  • 21 per il tasso di povertà etc…
Insomma ci sono vari indicatori, se vogliamo confrontarci con i paese avanzati, che ci dicono come ci siano ampi margini di miglioramento (per vedere il bicchiere mezzo pieno) ma anche che l’indirizzo delle azioni politiche e di governo- deve essere ri-orientato sul lavoro e sulle diseguaglianze.