nella Città Metropolitana Milanese

Gianfranco Massetti

Sono nato a Soncino nel 1953. Laureato in Filosofia lavoro al Comune di Limbiate. Dal 1995 al 2004 sono stato vicesindaco di Paderno Dugnano e poi fino al 2009 Sindaco.

Dieci piccoli indiani? Corradino Mineo lascia il PD

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L’uscita dei parlamentari dal PD mi ricorda un libro di Agahta Christie. Uno dopo l’altro.. caddero i dieci piccoli indiani. Primo è stato Cofferati, poi Civati e poi Fassina.Pochi giorni fa c’è stato l’annuncio di D’Attorre ed ora l’abbandono di Corradineo Mineo. Ma chi è Corradino Mineo? Nato a Partanna nel 1950, è senatore del PD dal 2013. Nel 1971 comincia a lavorare a il manifesto, e nel 1978 entra in Rai .Nel novembre 2006,  su proposta di Sandro Curzi, il CDA RAI lo nomina direttore del canale all-news Rai News 24 fino al 2012. “Perché lascio il gruppo del Pd? “Nel 2013 ho accettato la candidatura come capolista in Sicilia e sono stato eletto in Senato con il Pd, partito che allora parlava di una ‘Italia Bene Comune’. Non amo i saltafossi e quando il segretario-premier ha modificato geneticamente quel partito, provocando una scissione silenziosa, aprendo a potentati locali e comitati d’affare, e usando la direzione come una sorta di ufficio stampa di Palazzo Chigi, ho continuato a condurre la mia battaglia nel gruppo con il quale ero stato eletto”. “Pero’ e’ vero che ho votato troppe volte in dissenso: sulla scuola, la riforma costituzionale, l’Italicum, il jobs act, la Rai. Ed e’ vero che una nutrita minoranza interna, che sembrava condividere alcune delle mie idee, si e’ ormai ridotta a un gioco solo tattico, lanciando il sasso, ieri sulla legge costituzionale, oggi sulla legge di stabilita’, per poi ritirare la mano..da oggi lascio il gruppo, auguro buon lavoro ai senatori democratici e continuerò la mia battaglia in Senato, cominciando dalla legge di stabilità che, come dice Bersani, ‘sta isolando il PD”.  Continua a leggere

Assemblea pubblica indetta dal Comitato cittadini per l'interramento della Rho-Monza

volantino-assemblea-27-10-152 Riceviamo e volentieri pubblichiamo la informazione di una assemblea indetta dal Ccirm:  Il “Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza” (Ccirm) non è defunto, come qualcuno pensava – o magari sperava – dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso dello stesso comitato e quindi ha confermato il parere del Tar (Tribunale amministrativo regionale) della Lombardia, il quale aveva negato le ragioni del Ccirm e dei cittadini in merito al procedere dei lavori sulla strada provinciale “Rho-Monza”.

Il Ccirm è ancora attivo e la sua attività prosegue per alcuni motivi e scopi:

  • l’informazione circa le azioni svolte nei mesi scorsi, culminate nell’esposto del 24 agosto, che ha avuto evidenti conseguenze in termini di interventi di tutela della salute pubblica da parte delle aziende che stanno proseguendo i lavori della “Rho-Monza”;

  • la rendicontazione sulle spese effettuate, per rispetto verso tutti coloro che negli anni scorsi hanno versato dei contributi, che fossero sia di modesta sia di elevata entità;

  • il controllo sul proseguimento dei lavori della tratta stradale che riguarda Paderno Dugnano, posto che contrariamente ai roboanti annunci che ne avevano previsto la conclusione entro l’inizio di Expo, ossia maggio 2015,

  • il nostro territorio continua ad essere interessato da cantieri sui quali purtroppo non pare che vi siano i controlli adeguati, come rilevato nell’esposto suddetto;

  • l’attenzione su nuove proposte che possono essere fatte allo scopo di garantire e difendere la salute pubblica e la salvaguardia del territorio.

Siccome abbiamo sempre tenuto alla trasparenza nei confronti dei nostri concittadini, abbiamo ritenuto opportuno indire una

ASSEMBLEA PUBBLICA MARTEDÌ 27 OTTOBRE, ALLE ORE 21, PRESSO IL SALONE “MONS. BUZZI” (EX SPLENDOR), VIA DE MARCHI

 

Chiamparino si dimette,Fassino balbetta. una finanziaria contro gli enti locali

sergio-chiamparino1  

Nel giorno in cui il governo inizia la discussione sul Documento di Economia e Finanza, dalle Regioni arriva un altolà a Palazzo Chigi e al ministero dell’Economia. Regioni e Comuni d’Italia si sentono penalizzati dalle proposte del governo.     Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, intervistato da Affaritaliani.it, afferma: “Non credo che ci siano ancora margini per un taglio alle Regioni, anche perché con i quattro miliardi di euro di quest’anno siamo andati sotto la soglia di sicurezza, come per altro sa benissimo il governo”, spiega il Governatore del Piemonte.

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