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Nuova ondata Covid: e Paderno Dugnano?

Purtroppo siamo alla seconda ondata del Covid.

Speravamo tutti che questo non accadesse, ma era una speranza vana. E ora? Il sistema sanitario lombardo, e quello del territorio padernese, sono più preparati? Non lo sappiamo.

Intanto si moltiplicano le informazioni di casi di contagio che riguardano i territori vicini e anche la nostra città. Sono informazioni che apprendiamo dalla stampa. E non sappiamo quanto siano attendibili.

I cittadini però cominciano a farsi delle domande precise che riguardano la “nostra specifica situazione”. Sono forse allo studio misure restrittive che si pensa di aggiungere a quelle dello Stato e della Regione Lombardia? E l’Asst Rhodense ha approntato una Usca territoriale per tracciare e monitorare i nuovi casi di contagio del nostro territorio? I medici di base di Paderno che sono stati interpellati per il vaccino influenzale sono pronti anche per i tamponi?

E cosa sta succedendo, in particolare, nelle scuole della città e nelle due RSA cittadine? Forse servirebbe una informazione più attenta che potrebbe smorzare le tensioni, gli allarmismo ingiustificati e le preoccupazioni fondate di quanti non sanno cosa stia accadendo e quanto si stia facendo nel nostro territorio.

Giungono infatti informazioni su gravi casi di contagio nelle scuole di una città vicina a noi (più di 15 classi in isolamento) e notizie di un gravissimo focolaio alla Rsa Giovanni Paolo II di Bollate dove hanno contratto il virus 53 ospiti su 55 e 23 operatori su 64.

Inevitabile la domanda: e da noi?

Il Parco Nord scopre il Parco del Seveso

Meglio tardi che mai. Alla buon’ora. Il Parco Nord “lancia” l’idea di un Parco del Seveso. Un’enfasi fuori luogo. Forse al Parco Nord non sanno che il Comune di Paderno Dugnano da decenni l’ha ideato, l’ha messo nei suoi strumenti urbanistici, ha acquistato aree e ristrutturato ambienti naturali lungo il corso d’acqua. E lo sta proponendo alle altre amministrazioni dell’asta del fiume.

Trovo comunque positiva l’esternazione del Presidente Marzorati e credo che sia giunto il momento, anche per Paderno Dugnano, di aumentare i vincoli di tutela su queste are libere. Pena il loro degrado o un loro utilizzo improprio. Per questo sono favorevole all’ingresso del Parco del Seveso di Paderno Dugnano dentro il perimetro del Plis Grubria. Se poi arriva un vincolo di tutela superiore ancora meglio. Ecco comunque il comunicato stampa del Parco Nord:

“Il Parco Nord Milano propone di realizzare il Parco del Sevesoun nuovo progetto sovracomunale per tutelare il fiume affrontando i problemi relativi all’afflusso e alla qualità delle acque, alla manutenzione delle sponde e alla gestione complessiva del territorio.

Sono molteplici gli annosi problemi legati alla gestione del fiume Seveso e per affrontarli è necessario porre attenzione lungo l’intera asta del fiume lavorando su più aspetti. Se le vasche di laminazione progettate lungo il fiume Seveso sono volte a contenerne le acque durante le esondazioni, un progetto sovracomunale deve ora lavorare per gestire il territorio nel suo complesso e far diventare il fiume un’occasione di riqualificazione e un’opportunità sociale di rigenerazione urbana.

Le Amministrazioni locali interessate al transito del Seveso già da anni sono impegnate in azioni di riqualificazione fluviale nel rispetto del Contratto di Fiume che coinvolge Comuni ed Enti del bacino. L’istituzione del Parco del Seveso contribuirebbe quindi a concertare tali azioni rendendo più efficiente la collaborazione tra gli Enti e allargandola alle società che si occupano del ciclo integrato dell’acqua come Gruppo CAP e Brianza Acque. Il Parco del Seveso costituirebbe così uno strumento tecnico e politico di governo di questo territorio complesso e fortemente antropizzato.

“Gli aspetti da cui si deve partire per migliorare la qualità delle acque del fiume Seveso sono la regolazione dell’afflusso delle acque secondo il principio di invarianza idraulica e la regolare pulizia e manutenzione delle sponde del fiume, nonché l’eliminazione totale degli scarichi abusivi” spiega il presidente del Parco, Marzio Marzorati, che vuole farsi promotore della proposta sia agli attori locali che a Regione Lombardia, creando di fatto un tavolo istituzionale volto alla progettazione e creazione del Parco del Seveso.

“Abbiamo bisogno di tutelare il fiume Seveso, occorre l’attenzione e la cura costante che solo un Parco può garantire per la sua visione sovracomunale e lo stretto collegamento con i bisogni locali. Perché il progetto delle vasche abbia senso e sia efficace a fronteggiare i fenomeni meteorologici sempre più intensi anche a causa dell’emergenza climatica, devono essere rispettati i principi di invarianza idraulica che sono sanciti dalla legge regionale”. Continua il presidente del Parco: “È fondamentale che la qualità e la quantità delle acque che affluiscono nel fiume siano controllate. La salute del fiume è nell’interesse di tutto il territorio, dagli abitanti delle città che si affacciano sul suo alveo, a quelle che sistematicamente vengono allagate, fino ai fruitori del Parco Nord Milano il quale, in occasione delle esondazioni, raccoglierà le acque in eccesso del Seveso. Il Parco del Seveso è il punto di svolta che permetterà davvero il cambiamento che tutti auspichiamo nella gestione del territorio: l’azione positiva dei parchi fluviali della nostra regione lo dimostra ampiamente”.

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