nella Città Metropolitana Milanese

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Piazza Fontana.2

Il 12 dicembre si celebra il 50° anniversario della strage di piazza Fontana, che causò 17 morti e diede avvio al periodo stragista della “strategia della tensione”. Seguirono la strage di piazza della Loggia a Brescia (8 morti), quella dell’Italicus (12 morti) e quella della stazione di Bologna (85 morti). Un disegno volto a destabilizzare il paese per fermare le lotte studentesche del ’68 e quelle operaie dell’Autunno caldo del ’69.

La strage fu compiuta da terroristi dell’estrema destra, collegati con apparati statali e sovranazionali, i quali però non sono mai stati perseguiti.

Il 15 dicembre è il 50° anniversario della morte di Giuseppe Pinelli, 18° vittima di Piazza Fontana, partigiano e anarchico, morto innocente dopo essere stato trattenuto illegalmente per oltre 48 ore, precipitando dal quarto piano del palazzo della Questura di Milano.

Altre iniziative:

Giovedì 12 dicembre con inizio alle 15,45 da Piazza della Scala. Celebrazioni ufficiali con il corteo che si concluderà in piazza Fontana con la posa delle corone e gli interventi conclusivi

Giovedì 12 dicembre con inizio alle 18,30 in Piazza Cavour. “Piazza Fontana: strage di Stato, mano fascista”, corteo promosso da forze politiche, associazioni, reti e movimenti

Sabato 14 dicembre alle ore 10.00 al Cinema Anteo. Incontro con Claudia Pinelli e Silvia Pinelli e proiezione del video dello spettacolo Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo

Sabato 14 dicembre con inizio da Piazza Fontana alle ore 14,00. Catena musicale per il 50° dell’assassinio di Giuseppe Pinelli e della strage di Piazza Fontana.Il percorso si svilupperà da Piazza Fontana per poi passare da Piazza Beccaria, Galleria del Corso, Corso Vittorio Emanuele, Via San Pietro all’Orto, Via Bigli, Via Manzoni e Piazza Cavour per chiudere.

Piazza Fontana: una ferita che brucia ancora

(foto dell’Archivio del Corriere della Sera)

Del 12 dicembre 1969 ricordo poco, ma del 15 dicembre ricordo ancora i funerali in piazza Duomo insieme a una marea silenziosa e composta di persone, in una giornata grigia e ammutolita. Avevo 16 anni e frequentavo il terzo anno del Liceo classico Omero, a Bruzzano. Come molti giovani di allora cercavo di capire cosa stava succedendo. E seguivo con emozione le illusioni e le speranze dei giovani e giovanissimi di quegli anni. Il 68 era già scoppiato, almeno sui media, pochissimo o nulla in Paderno Dugnano. E mi aiutava a capire il movimento degli studenti della mia scuola.

Quella bomba cambiò la mia percezione del mondo. Capii o meglio intuii che la battaglia per le idee di uguaglianza e progresso, per una scuola migliore e meno ossificata nelle nozioni e più aderente alla realtà del paese che cambiava, poteva essere rischiosa. Avvertimmo che in Italia si muovevano forze oscure e anche sanguinarie.

L’incontro con il movimento operaio, il movimento della controinformazione (“La strage è di stato”) e il dolore e lo sgomento delle persone in piazza sotto la pioggia ci fecero capire immediatamente da che parte stare. Ai funerali capii e capimmo che il castello delle accuse mediatiche e statali per “sbattere il mostro in prima pagina” era possente.
ma fasullo. Era in corso una campagna violenta prima contro Pinelli e poi contro Valpreda.

Dopo quel giorno seguirono anni di strategia della tensione, spesso ignorata, deviata, coperta. Seguirono altri attentati, altri morti e altri feriti. Ma la sinistra (anche quella chiamata extraparlamentare) aveva ragione: c’era in atto una strategia della tensione contro il movimento operaio e i suoi partiti e la strage era di stato ed era “coperta” da diversi apparati.

Non sono bastati 50 anni di indagini e inchieste per la verità processuale, ma la verità storica e politica è ormai chiara. La strage la fecero i fascisti e lo stato li coprì per anni. Pinelli e Valpreda non c’entravano nulla. Erano innocenti.

Nella ricorrenza dei 50 anni Milano, e l’Italia si preparano a ricordare., in diversi modi.Numerosissimi i libri che sono stati stampati e rieditati. Tra i tanti voglio ricordarne solo alcuni:                                      

Ventrone: L’Italia delle stragi, Donzelli   

Tobagi: Piazza Fontana, il processo impossibile, Einuadi

AA.VV.dopo le bombe, Mimesis                                                          

Ceci: La Cia e il terrorismo italiano, Carocci                                                           

Salvini: La maledizioen di piazza Fontana, Chiareletterere

La strage di stato, Savelli editore (introvabile):

Saverio Ferrari: La strage di piazza Fontana

F.Zinni: Piazza Fontana: nessuno è stato

Tante le iniziative per ricordare quegli eventi a Milano. Tra quelle in programma segnalo: il 10 dicembre alle 9 al Teatro Pime, per gli studenti, ” Il nostro bisogno di verità a 50 anni dalla strage” con A. Spataro, B. Tobagi, G.Benvenuto e R. Cenati e alle 20,30 alla Casa della CulturaLa strategia della tensione a 50 anni da piazza Fontana” Con A. Spataro, B. Tobagi, G. Benvenuto, V. Rognoni,G. Cervetti, C. Ghezzie e M.Bertoli. L’11 dicembre in Aula magna del Tribunale “Strage di piazza Fontana, indagini e processi” con C. Stajano, C. Smuraglia, I. Mannucci, P. Calogero e F. Sinicato e altri.

Infine il 12 dicembre, anniversario della strage, Palazzo Marino ospiterà il Capo dello Stato Mattarella per un consiglio comunale straordinario. Subito dopo da piazza della Scala partirà il corteo che raggiungerà piazza Fontana prima delle 16.37, ora esatta dell’esplosione della bomba neofascista.

Notizie in breve (2)


3.SICUREZZA DEI PONTI

Dissesto idrogeologico. E noi? Mi ha colpito l’articolo di L. Lana in un suo articolo su IL Giorno del 26 novembre dove annuncia che a Sesto San Giovanni ci sarà un check-up di dodici cavalcavia per avviare eventuali interventi. E a Paderno Dugnano?

Non si vuole certo creare allarmi o allarmismi ma solo domande. Da molte fonti di stampa abbiamo appreso, in questi mesi, che anche alcuni viadotti della MI-MEDA erano tra quelli più a rischio. Certo erano 4 ed erano tutti identificati e monitorati. Nessuno nel nostro territorio e questo in parte ci tranquillizza per la “nostra responsabilità di comunità”. Ma non ci deve far calare l’attenzione.

Dopo quanto è successo in questi giorni in diverse località italiane e non solo per il crollo del viadotto della A26 non è il caso di rendere pubblico ed informare su quali rischi idrogeologici  ci sono nella nostra città? Quali sono le aree a rischio? Esiste una mappatura che evidenzi i luoghi più esposti?  E quali sono le indicazioni fornite alla Protezione civile e soprattutto ai cittadini?

4.EX SNIA VAREDO

Nelle settimane scorse c’è stato un sopralluogo congiunto sull’area ex-Snia organizzato dalla Commissione speciale Antimafia e dalla Commissione regionale Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale della Lombardia. Dopo gli interventi massicci delle forze dell’ordine di giugno, la situazione della sicurezza è nettamente migliorata.

In questo momento i rifiuti accumulati nei capannoni e sequestrati sono accessibili e su questo deve intervenire la proprietà che è stata sollecitata. Il rischio incendio per autocombustione è minimo, data la natura del materiale accumulato, ma resta la possibilità di incendi dolosi. Come osservano i commissari regionali:

“Sulla riqualificazione serve una progettualità d’insieme, l’area va considerata con un intervento globale che consideri anche il territorio circostante. Su questo  Regione Lombardia deve farsi parte attiva, anche alla luce della nuova legge sulla rigenerazione urbana per arrivare a un masterplan che porti investimenti e risorse in zona”.

Serve un crono-programma e la certezza di investitori privati e/o pubblici L’area non può essere abbandonata ancora. L’Amministrazione Comunale di Paderno Dugnano che idee ha in proposito?

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