nella Città Metropolitana Milanese

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Ricordando Maurice Munir Cerasi assessore all'Urbanistica dal 1975 al 1977

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Maurice Munir Cerasi ,nato a Istambul nel 1932 architetto, urbanista e docente universitario è morto il 14 ottobre nella sua Milano. Autore di numerose e apprezzate pubblicazioni. Dalla storica “La residenza operaia a Milano” a “Città e periferie” a “Lo spazio collettivo nella città”. Ha lavorato e insegnato in moltissime città e università italiane e del mondo.  Ha sempre riposto particolare attenzione al tema dell’ambiente e dell’architettura ma intrecciate alla condizione sociale. Ancora utile il suo “La lettura dell’ambiente”. Ha progettato e realizzato oltre 35 progetti di parchi, spazi pubblici, abitazioni di edilizia economica e popolare in particolare nei centri storici. Dal Pianto Territoriale della Provincia di Milano a quello del Parco del Ticino. La città di Paderno Dugnano lo ricorda anche perché fece l’assessore all’Urbanistica dal 1975 al 1977 nella prima giunta di Stefano Strada. Continua a leggere

Rispuntano “i comunisti” con un ta-tse-bao

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Segnalo questo ta-tse-bao perché rappresenta una curiosità comunicativa o una risposta nell’epoca delle ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) quando tutta la comunicazione politica  e personale sembra dover essere in modalità tecnologica: via web,con facebook o whatsapp..o altro. Inoltre questo manifesto affisso “abusivamente” sulle colonne della piazza del  mercato di Palazzolo annuncia anche il ritorno,domenica 18 ottobre ore 10 all’Auditorium Tilane, dei comunisti a Paderno o meglio di un “gruppo comunista di Paderno Dugnano”,non meglio identificato. Manifesto affisso”abusivamente”perchè a Paderno Dugnano la libertà d’espressione politica è stata talmente regolamentata dal centrodestra che ogni attività rischia di diventare “abusiva” se non rispetta le regole di un assurdo Regolamento comunale,che va cambiato.

Una finanziaria con poche luci l'opinione di Bersani,secondo il quotidiano Affaritaliani.it

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La finanziaria non è ancora testo pubblico. Ci sono le dichiarazioni di Renzi e qualche slide. C’è questa cattiva abitudine di approvare un testo base e poi scrivere nei giorni seguenti il disegno di legge,si che spesso nei dettagli si scoprono cattive sorprese.Due tra tutte, al momento: la penalizzazione di 300 milioni per i comuni d’Italia e pochissime risorse per i contratti dei dipendenti pubblici.Torneremo con calma ad analizzare questo seconda finanziaria “renziana”che già ha ricevuto il plauso di Confindustria e Confcommercio e le critiche di Fassino (ANCI) e dei Sindacati.”Dimmi con chi vai…”

“Renzi dovrebbe usare argomenti che, almeno, non insultino l’intelligenza degli italiani”. Pier Luigi Bersani, dai microfoni di ‘Ho scelto Cusano’ su Radio Cusano Campus, torna all’attacco del presidente del Consiglio sul tema dell’innalzamento del tetto all’uso del contante previsto in Stabilita’: “Uno che ha 3mila euro per fare un acquisto – spiega l’ex segretario Pd – ha sicuramente la carta di credito in tasca. E’ che non vuole usarla. Semplificazione? E’ piu’ semplice usare la carta di credito che sfogliare 3mila euro in contanti”. “Dobbiamo correggerla – avverte – questa decisione, perche’ da’ un segnale molto preoccupante. L’evasione nel nostro Paese e’ un fenomeno colossale, non e’ il caso di aggredirlo con meccanismi terroristici, ma con gli strumenti di oggi: a cominciare dalla tracciabilita’ dei pagamenti. Negli Stati Uniti se vai a pagare un albergo in contanti chiamano lo sceriffo”.  “Speravo non succedesse. Per me questo intervento contiene un elemento di fondo negativo. Cosa intendiamo per cambiamento del Paese? Bisogna incanalare i comportamenti verso un sistema di regole. Noi abbiamo un’economia sommersa, un nero, un’evasione e un riciclaggio che non ha nessun Paese dell’Occidente”, dice ancora Bersani. “Non possiamo dar l’idea che incoraggiamo l’uso del contante, che e’ uno strumento basico elementare per quei fenomeni negativi. Stiamo dando – incalza – il messaggio che significa schiacciar l’occhio all’Italia cosi’ com’e’, nei suoi tratti negativi e deteriori”. Stesso ragionamento per la cancellazione dell’Imu: “Era piu’ giusto fare come fece il governo Prodi – afferma Bersani – Dobbiamo esentare le fasce piu’ deboli. Ma perche’ devo regalare 2mila e 800euro al padrone di un palazzo mentre una modesta famiglia che ha un modesto appartamento in periferia ci guadagna solo 150 euro?”.
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