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Cosa direbbe Giuseppe Mazzini? “Dei diritti e dei doveri” di Ottorino Pagani

Nessuno ha diritti se non compie doveri (G. Mazzini) Nelle scorse settimane ho sentito più volte ripetere che ci sono i “diritti acquisiti” e mi è tornata in mente la frase di Giuseppe Mazzini:”nessuno ha diritti se non compie doveri”. La dissertazione di Mazzini sui “Doveri dell’uomo” anticipa con molta lungimiranza la deriva dai “diritti sociali” verso i “diritti civili o liberali contro tutte le discriminazioni”; esempio emblematico di questa deriva è il progetto di legge presentato dal partito di sinistra Svedese nel giugno 2012 che puntava a vietare (un “dovere”…) a tutti gli individui di sesso maschile di urinare in piedi in nome del ” diritto della parità di genere”. Il tema meriterebbe una riflessione attenta, ma in questo contesto vorrei solo indicare le mie conside-razioni su temi specifici che hanno richiamato alla memoria la frase di Mazzini: Si parla di “diritti acquisiti” normalmente a vantaggio di “pochi” (vedi i vitalizi, le pensioni d’oro, il diritto a “costruire”, etc) mentre i “diritti dei molti ” diventano “doveri” ( vedi l’ allungamento dell’ età pensionabile, la precarizzazione del lavoro, la rinuncia a un suolo pubblico e verde , etc). I “diritti acquisti” sembrano inoltre trasferibili (dagli onorevoli ai parenti stretti, dai proprietari ai co-struttori, da una zona degradata a un parco, etc), se trasferire è “giusto”, non potrebbe essere un “dovere”del legislatore inserire una norma di “trasferibilità dei diritti acquisiti” verso i “molti”? (dagli onorevoli agli incapienti, dai proprietari alla Comunità , da una zona degradata di Paderno D. ai Comuni del centro Italia distrutti dal terremoto, etc ). Il “diritto al lavoro” è diventato per molti (soprattutto giovani) il “dovere di trasferirsi all’estero”, perché questo non vale per alcune categorie? (ad esempio i costruttori edili : visto che l’ inquinamen-to del pianeta ci impone un consumo di suolo negativo nel nostro territorio, probabilmente, cementi-ficare il deserto degli Emirati Arabi è una buona opportunità e crea meno danni ..). I pochi “doveri” sugli oneri di urbanizzazione della legge Bucalossi (che dal 1977 regola il diritto ad edificare) si sono trasformati con la modifica Bassanini (2001) nel “diritto” di fare scempio di suolo pubblico per far quadrare bilanci Comunali delegati ai soliti “pochi” (Sindaci e Consiglieri Comuna-li); quadrature di cerchi, a mio avviso, che impattano su un periodo breve ( 5/7 anni ..) e che poi si trasformano in maggiori costi di gestione e “sBilanci” negli anni successivi. Si prende in seria considerazione il “diritto dei pochissimi”a ampliare le attività di un “non luogo” (vedi Euromercato) e non si dedica la stessa considerazione al “dovere” di creare luoghi adeguati per ricostruire un senso di Comunità che potrebbe davvero aiutarci per le sfide del futuro. Per l’ultima considerazione riprendo Mazzini: “quando dunque udite dirvi dagli uomini che predica-no la necessità di un cambiamento sociale, ch’essi lo produrranno invocando unicamente i vostri “di-ritti”, siate loro riconoscenti delle buone intenzioni, ma diffidate della riuscita. I mali del povero so-no noti, in parte almeno, alle classi agiate; “noti” ma non “sentiti”. Nell’ indifferenza generale nata dalla mancanza di una fede comune, nell’egoismo, conseguenza inevitabile della predicazione conti-nuata da tanti anni del “ben essere” materiale, quei che non soffrono si sono a poco a poco avvezzi a considerare quei mali come una triste necessità dell’ordine sociale o a lasciare la cura dei rimedi alle generazioni che verranno.”

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