nella Città Metropolitana Milanese

Facezie.2

Pubblico questo racconto di Marco Coloretti, che ringrazio, a proposito della conclusione del campionato di calcio. Un modo per sfuggire alla paranoia di questi giorni.

CRONACA DI  PIU’ PARTITE ANNUNCIATE.

IL CAMPIONATO SI DECIDE AI PLAY-OFF. SCONTRO DIRETTO TRA LE PRIME OTTO. ECCO LE PARTITE IN CALENDARIO  : JUVENTUS-VERONA, LAZIO-MILAN, INTER-NAPOLI, ATALANTA-ROMA.

ALLEANZ STADIUM – Juventus – Verona.

Bianconeri al completo, anche l’arbitro Di Bello nella foto di rito, per ribadire il Concetto di sempre. I gialloblù indignati protestano per la scritta sulla felpa di Sarri “Giulietta è ‘na zoccola”. Il mister simpaticamente si giustifica: “E’ un regalo dei tifosi del Napoli, mi hanno garantito l’autenticità”. L’arbitro, con un buffetto sulla guancia e un audace “Birichino”, gli intima di coprire la scritta. Bonucci, vista l’aggressione al Mister, spintona il giudice di gara, che lo perdona per l’equivoco. A questo punto protestano i veronesi che si vedono ammonire Adjapong e Amrabat e assegnare un rigore contro per un tocco di mano in area di Silvestri. “Ma se sono il portiere” grida l’interessato, mentre Di Bello corre al VAR e le immagini, in bianco e nero, non lasciano dubbi. Rigore, calcia Ronaldo e segna. Il Verona però fa notare che il povero Silvestri non era ancora in porta. Imparziale, l’arbitro fa battere una seconda volta, intimando l’espulsione a Silvestri, se si muove. Ronaldo segna con un tiro fortissimo che centra la traversa, ma al polso dell’arbitro suona il sensore della goal line technology, per cui è rete. Juventus 2 Verona 0, la partita può iniziare.

STADIO MEAZZA – Inter – Napoli.

Le squadre escono dal tunnel e Conte già grida a squarciagola “Tienilo che ti scappa via, porco zio” all’indirizzo di Godin che non dà la mano al bambino all’ingresso in campo. Gattuso, più compassato, entra in tackle su Sensi, che sviene. “Se li tocchi perdono i sensi” sghignazza Ringhio, incitando la squadra a fare altrettanto. L’allenatore dell’Inter, allibito, grida in faccia all’arbitro Doveri: “Dov’eri??!!” e quello, impeccabile, risponde a Conte: “Con te!!??”, dando vita ad un siparietto agghiacciante. Palla o campo, l’arbitro non trova la monetina e Conte, da vero signore, tira fuori 10 euro. “Mi servono per il ristorante”, avverte. Ma un momento dopo i soldi spariscono: gli interisti guardano Insigne, che è napoletano, lui guarda Mario Rui, che è portoghese, questi guarda Milik, che è polacco, MiliK guarda Koulibaly che è nero, poi tutti quanti guardano Brozovic che è zingaro. La banconota intanto viene raccolta dal bambino di Godin e consegnata all’arbitro, gettando Conte nella disperazione. Nel frattempo, sparisce la palla. Tutti guardano Insigne e così Callejon s’invola a destra, crossa e Mertens con un tiro rasoterra di testa segna. Conte applaude i suoi e li incita a riprendere il gioco, soddisfatto per aver recuperato i 10 euro dall’arbitro. Inter 0 Napoli 1, a voi Olimpico.

STADIO OLIMPICO – Lazio – Milan.

Curve vuote, come da protocollo, e qualche migliaia di invitati da Lotito, tutti  appartenenti alla Federazione Gioco Calcio. “Amici, sta ad arretrà” annuncia gioioso il Presidente, che pronostica la resa incondizionata del Milan. L’aquila, intanto, allenata a dovere, parte in picchiata su Ibrahimovic, che lesto afferra il pennuto alla gola e lo scaraventa in porta. Donnarumma, sorpreso come sempre, se la fa passare sotto la suola ed è gol. Lotito esulta, Lazio in festa, Ibra sconsolato impreca: “Tu, Donna, cosa fare porta, tu fare pulizie spogliatoio” dimostrando modernità di vedute. Pioli, flebile ma inflessibile, invita la squadra a salire. “Tu salire su pullman ” ordina Ibra che non è in vena di polemiche. Intanto, lo svedese di buon umore tiene impegnata la difesa a tre della Lazio. “Io fare fine di galinella a tu’ mama, a tu’ zia, a tu’ sorela” recita ai tre difensori biancazzurri che provano a marcarlo. Intanto, Pioli ha messo Gabbia su Immobile “così sta fermo” dando prova di grande acume tattico. Contrariamente alle attese, Immobile si muove e libera un sinistro che passa ben oltre la traversa, ma comunque nel mezzo dei pali del rugby, montati ad arte dietro la porta del Milan. L’arbitro Abisso convalida la mèta, e assegna tre punti alla Lazio. Lazio 4 Milan 0, Lotito se la ride in tribuna. “Abisso, 1 fisso”, grida sventolando la scommessa fatta alla Snai con cui si ripaga mezza squadra  e un’aquila nuova.

CAMPO NEUTRO di FIRENZE – Atalanta – Roma.

Si è scelto il campo di Firenze per questo scontro che vale la semifinale scudetto. Atalanta con tutti i titolari, la Roma decimata da certificati medici. Dzeko ha gli orecchioni, Cristante ha la “bortulascia” (che col baston la sa descascia) , Pellegrini ha chiesto un permesso studio che domani ha la prova scritta per la patente, a Pau Lopez è stata diagnosticata la “canèta de veder” per cui non può abbassarsi a raccogliere la palla. Serpeggia il sospetto che molti romanisti temono questo incontro al di là dei meriti sportivi degli orobici, oggi coi capelli lunghi a trecce e le sopracciglia folte. L’arbitro nemmeno si capisce chi è perché veste una tuta spaziale e si rifiuta di dare la mano a chiunque. Sugli spalti nessuno, li rappresenta tutti Matteo Renzi che è venuto a vedere la Fiorentina. Nel silenzio del Franchi, il senatore col megafono lancia i suoi hastag sportivi: “#Leottabona-ioschiavotupadrona” “#Dilettastaiserena-ilsaggiomiraalfondo-lostoltoguardalaschiena”.  Intanto, la Roma si schiera compatta nei pressi del tunnel che porta agli spogliatoi, interpretando in modo originale il verbo sacchiano di “ripartenza”. L’Atalanta batte l’avvio della gara passando la palla al portiere. L’estremo difensore se ne impossessa, la fa rimbalzare a terra e prima del rinvio come da rito ci sputa sopra. Fuga generale dal campo, l’arbitro ballonzola verso gli spogliatoi decretando chiuso l’incontro. La Roma passa il turno per decreto sanitario.

STADIO MEAZZA. – Scusa Firenze, ribaltone a San Siro. Il Napoli subisce due gol nella stessa azione. Finta di Barella, che si sdraia in mezzo all’area e chiede l’intervento dei due centrali del Napoli che hanno fatto il corso di primo soccorso. I due, come prevede il protocollo, lo trasportano fuori dal campo, aprendo un buco nella difesa partenopea. Si infila Borja Valero che segna prima di destro (Borja) e poi di sinistro (Valero). Doveri salomonico decreta la doppietta, Gattuso dalla panchina risponde con una doppietta di pari calibro, ma la mira è quella di sempre e i colpi si perdono lontano dai pali. Da casa, De Laurentiis twitta “Gennaro è un calabrese atipico, da domani in panchina ci va Salvatore Giuliano” confondendo come suo solito la realtà con il cinema. Inter 2 Napoli 1, la partita è terminata, Inter in semifinale.

STADIO OLIMPICO. – Prendiamo la linea dall’Olimpico mentre alla Lazio è stata assegnata una mèta da 7 gol, realizzata dopo una ripartenza su palla persa da Rafael da Concençao Leao detto semplicemente “Bidone” da Ibra che ha sempre parole di incoraggiamento per i compagni. I laziali sviluppano un’azione in verticale con ripetuti passaggi indietro al compagno più vicino, fino a raggiungere la linea di fondo campo da cui Milinkovic e Savic, marcati da Calabria e Castillejo, crossa alto a rientrare. Donnarumma, smarrito come sempre,  esce dai pali e si perde nell’area piccola, con crisi da panico e guantoni sulla faccia. Immobile, da fermo, pur stretto da Gabbia, si eleva di mezzo palmo da terra e si scaraventa in porta, planando a terra col pallone schiacciato sotto la faccia e migliorando così i propri connotati. Per Abisso non ci sono dubbi, sono 7 gol, più 4 uguale 11. Lotito non sta più nella pelle: “Giacchetta nera, bell’Abissino, a fine gara te facemo il regalino, quando sarai davanti a me, chiamame Duce e chiamame Re”. L’invasione di campo è solo rimandata. Lazio in semifinale, per il Milan si fa sentire Pioli “Peccato, la squadra era ben messa in campo, solo che non giravano le manopole…”.

ALLEANZ STADIUM. – A Torino tutto procede come deve. Annullati 4 gol al Verona, che potrebbero far discutere ma su cui l’arbitro non ha avuto dubbi, alla luce del nuovo regolamento. I gol sono stati viziati da fuori gioco, in quanto al momento di battere a rete i difensori della Juve si trovavano tutti girati verso la propria porta e quindi “non partecipavano all’azione” come recita la norma. Chiellini fischiettava con le mani in tasca, De Jong si allacciava gli scarpini, De Sciglio cercava il gatto di casa che si era perso, Cuadrado in ginocchio controllava la giustezza delle strisce prima di inspirare. Quindi offside misurato all’altezza della metà campo, rendendo vani gli sforzi degli scaligeri per riaprire l’incontro. Sarri ha avuto parole d’elogio per la squadra: “Hanno recitato bene”. Misurato il commento di Juric, allenatore del Verona: “Partita strana, poco calcio, sembrato più guardia e ladri…anche se noi poca guardia…”. Quelli a strisce in semifinale.