nella Città Metropolitana Milanese

I manifesti di Sergio Risso

Il concittadino Sergio Risso ha pubblicato, per la casa editrice romana “WriteUp Site”, un bel libro dal titolo “Sui muri. Manifesti della contestazione 1969-1979 (344 pagg., €45.00). Un volume elegante, ben stampato e rilegato, dalla copertina morbida. Sono qui riprodotti una raccolta di circa 400 manifesti politici della contestazione che sono una piccola parte di oltre tredicimila manifesti che Risso ha raccolto a partire dal 1968.

Il libro si apre con una citazione dell’indimenticato Primo Moroni ed è suddiviso in dodici sezioni: Vietnam, Internazionalismo, 25 Aprile, Potere Operaio-Lotta continua, Avanguardia Operaia-Operaismo, Movimento Studentesco, Gruppi-Stampa, Repressione, Cultura, Movimento donne, Anarchici, Cile.

Inoltre, per chi lo volesse, è lo steso Risso che mette a disposizionbe la sua raccolta completa dei manifesti che è consultabile, previo appuntamento alla sua mail: sergio.risso@virgilio.it

Questo libro testimonia come il manifesto politico, affisso sui muri, abbia avuto per lungo tempo una forte funzione comunicativa ed emotiva. ” Era un periodo in cui i mezzi di comunicazione erano disponibili a più ampi strati di popolazione. Con la macchina fotografica, il super 8, il ciclostile si potevano comunicare nuovi contenuti, esprimere disagi ignorati o snobbati dai piani alti della cultura ufficiale, si potevano denunciare senza mediazioni le ingiustizie e le diseguaglianze di classe, esigere la legittimazione di nuovi bisogni, mettere a punto progetti, aggregare stimolando condivisione e solidarietà, difficili da trovare con i mezzi controllati dai poteri costituiti” (dalla introduzione di G.Paolin: Manifesti del ‘68 e dintorni).

Certo il loro significato di testimonianza di una passione politica è mutato col cambiare del contesto sociale ma, sfogliando il volume, si conferma immutato il valore di documento storico e, in alcuni casi, la valenza espressiva che ha un suo posto nella storia della grafica italiana. Non è un caso che vi compaiono lavori di grafici importanti come Buonfino, Dolcini, Italiani, Prati, Steiner, Veronesi, Gal e anche di artisti come Calabria, Guttuso, Tedeschi, Vedova, Carlo Ippolito, Chiappori, Crepax, Fo, Baj, Baratella, Rubino, Echaurren.

Alcuni di questi manifesti li ho avuti per le mani anch’io e, come molti della mia generazione, li ho affissi nottetempo convinto della forza del messaggio politico immediato che avrebbero sprigionato. Non immaginavo che nella stessa notte c’era una persona che ne aveva capito anche il valore storico profondo e si preoccupava di “salvarli”, raccoglierli e catalogarli per la memoria di altre generazioni. Perché altri occhi li potessero vedere e potessero ricostruire il contesto sociale che ben raccontano.Questo libro parla di noi, non di altro. E’ un grande lavoro da valorizzare, anche a livello locale.

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