nella Città Metropolitana Milanese

Il pelo nell’uovo


Per l’attuale Amministrazione è giunto il momento di fare un primo bilancio del lavoro fatto. Ma questo lo faranno, meglio di me, le comunità politiche. Io qui ho solo da segnalare due risultati positivi conseguiti dall’Amministrazione Comunale che ho contribuito ad eleggere, nel giugno 2019. Parlo del PNRR e del DUC di Paderno Dugnano. Dico subito che sono due fatti positivi in sé, per la nostra città. Ma basta così? O è possibile avanzare proposte e osservazioni che ”qualche coraggioso” può ascoltare? Si tratta ovviamente di opinioni personali.

Il PNRR porta in dote alla Città 5 milioni di euro. Risorse che vanno investite per la “rigenerazione urbana”, non secondo una logica che appare piuttosto di “manutenzione urbana”. Mi spiego.       A guardare i progetti indicati nel comunicato stampa dell’A.C., se togliamo i completamenti doverosi della rete delle piste ciclabili, i 14 interventi sui parchi, le aree verdi e le piazze (Resistenza, Matteotti, Oslavia:le più onerose)sembrano classici interventi di manutenzione e che poco possono aggiungere-secondo me- in termini di “rigenerazione” del tessuto socio-cultuale della città. Mi posso sbagliare ma non era meglio concentrare queste ingenti risorse su alcuni interventi davvero di rigenerazione e rinascita della società padernese quali il “centro di Calderara” con l’area Breter e il “centro-stazione di Palazzolo” con l’area del Palazzo Vismara? I 14 interventi indicati nel PNRR non potrebbero/ dovrebbero essere invece nei bilanci correnti del nostro Ente?

Infine il Distretto Unico del Commercio, che pure identifica un perimetro più corretto rispetto alla ipotesi di DUC della giunta Alparone del 2011, poco si incrocia con il PNRR, se non incidentalmente e non sembra attivare nessuna sinergia. Si ha l’impressione che i due strumenti si giustappongano. Bene comunque il perimetro, come ha spiegato l‘assessore al Commercio. Ma ora non è possibile almeno ipotizzare già un percorso per un secondo DUC di Palazzolo e attivare anche un “DUC comunale”, per quei quartieri come Caldera e Villaggio Ambrosiano che no avrannomai i requisiti della legge regionale? Quindi perché non pensare, con risorse comunali, a un’appendice di un DUC comunale (Villaggio e/o Calderara) da “collegare” al DUC già approvato. Si avrebbe il vantaggio di una partecipazione e una condivisione più sentita di tutta la categoria del commercio e il coinvolgimento di tutti i quartieri della città.

Resta una ultima domanda retorica: ”ma senza i finanziamenti del PNRR e del DUC l’Amministrazione Comunale non avrebbe fatto nulla di questi interventi ora programmati?”. Si ha inioltre l’impressione che questi strumenti siano stati pensati come se la pandemia non avesse cambiato tutte le priorità.

Qualcuno può considerare queste mie osservazioni come la ricerca del pelo nell’uovo? Me lo dico da solo. Ma io adoro le uova. Mi piacciono sode, in camicia, fritte e in qualsiasi maniera si possano cucinare. E quando mi ritrovo nel piatto un pelo (nell’uovo) non sono felice.

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