nella Città Metropolitana Milanese

Maurice Cerasi, architetto

Dopo la conferenza di Dario Sironi alla Biblioteca Tilane del 2 ottobre, abbiamo chiesto un ricordo di Maurice Cerasi all’arch. Patrizia Borghi, a lungo dirigente del Comune di Paderno Dugnano, che lo ha conosciuto personalmente e con cui ha avuto modo di collaborare professionalmente. Di seguito il suo commento:

CERASI ARCHITETTO

Parlare dell’arch. Maurice Munir Cerasi è molto difficile perché è una figura poliedrica molto complessa .

E’ stato professore al Politecnico di Milano e a Genova, architetto, urbanista, storico, scrittore, intellettuale, accademico , artista, e soprattutto uomo. Di lui hanno scritto ricordando le sue qualità amici ,conoscenti e famigliari alla sua scomparsa nell’ottobre 2015

Vorrei ora ricordarlo come uomo che con semplicità coglieva i molteplici aspetti  della natura umana per creare quegli spazi collettivi che sono apprezzati e fruiti ancora oggi .

Per avvicinarsi alla sua figura occorre leggere il suo testo” La lettura dell’ambiente”, testo universitario che ha avuto più edizioni di cui l’ultima, a me nota, nel settembre 1973 in cui tratta gli aspetti culturali, architettonici, urbani con riferimento all’ambiente.

Ho avuto il grande privilegio di lavorare con lui per due anni ,appena laureata, al comune di Paderno Dugnano. Cerasi assessore all’ urbanistica e lavori pubblici io responsabile del settore lavori pubblici urbanistica edilizia privata primo laureato assunto nella struttura comunale, architetto ,donna, neolaureata.

Non aveva esitato però a darmi la direzione dell’ufficio del Piano per lo studio del nuovo Piano Regolatore Generale e la predisposizione del Programma di attuazione dello stesso Piano Regolatore.

Mi ricordava spesso di non demolire mai quello che viene costruito per errore senza dolo , ma di modificare il progetto esecutivo quanto necessario per correggere l’errore, inserendo anche elementi di verde (piante) per migliorare l’ambiente. Era molto attento a non sprecare a conservare e recuperare il patrimonio edilizio per la memoria futura. Così si crea la storia.

Sapeva dare fiducia e nel contempo esercitare il controllo degli obiettivi che poneva a sé e agli altri senza mai perdere la calma , con autorevolezza . Sapeva svolgere il suo ruolo politico da chi sa fare politica senza mai esercitarne il potere. Con rapido sguardo in soli 2 anni aveva colto le problematiche del nostro comune dettando la via.

Ha permutato la Villa Gargantini ad Incirano con un terreno di proprietà comunale ottenendo l’approvazione della proprietà in breve tempo ( allora le esigenze prevalevano sui  tempi burocratici )perché aveva colto la necessità di iniziare lo sviluppo culturale della futura Città di Paderno Dugnano con l’apertura di una biblioteca ove poter studiare ,riunirsi in assemblea, fare conferenze , celebrare matrimoni, fare mostre ecc. , assumendo un bibliotecario  che fosse all’altezza di realizzare gli obiettivi di crescita del comune. Aveva colto la necessità di aumentare le superfici verdi per l’uso collettivo e di conseguenza aveva convinto il cavatore a convenzionarsi con l’amministrazione Comunale per cavare una quantità di materiale stabilito concordemente pagando al Comune una adeguata cifra al metro cubo di cavato , principi che furono le basi della legge Regionale entrata in vigore nel 1982.

Anche qui aveva esercitato l’interesse pubblico consentendo al cavatore il giusto guadagno ,cavando in sicurezza,  in cambio della realizzazione di opere a verde che lo stesso Cerasi andò a progettare quando gli fu consentito di esercitare la professione  essendosi dimesso dall’assessorato.

Sì perché dopo soli 2 anni di attività amministrativa si dimise dicendo che l’attività politico- amministrativa comportava continue discussioni  e  trattative lasciando poco tempo allo studio ,alla ricerca, alla progettazione, all’insegnamento ……..a tutto ciò che amava fare.

Da architetto progettò il Parco Lago Nord che nei sui primi anni è stato visitato e preso ad esempio anche dai paesi Nord Europei . Fu pubblicato con i migliori parchi di tutto il mondo e realizzato con i soli costi di estrazione del materiale.

Progettò le case comunali di via Gramsci e di via Fanti d’Italia che ottennero una segnalazione al Premio Gubbio-Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici ,testualmente : “come  Progetto innovativo che si dimostra particolarmente sensibile ai valori territoriali, sì da inserirsi nel tessuto urbano con notevole qualità progettuale e con particolare esito di continuità e valorizzazione dell’esistente “

Fabbricati che sono stati di ispirazione ad altri progettisti che capirono la necessità di non perdere la continuità e la valorizzazione dei nuclei antichi del nostro Comune. Altri fabbricati dei piani  di zona di Cassina Amata, del Villaggio Ambrosiano e di Baraggiole con particolare attenzione agli ambienti interni , con il miglio uso degli spazi creando ambienti accoglienti pur nelle ridotte dimensioni.

Cerasi amava anche sperimentare modalità costruttive realizzandole manualmente. Ne è un esempio la sua casa a Brugnello .Nella pittura era “Tra l’astratto e il figurativo “ Fece anche disegni a tratto e di architettura ,rare incisioni e tempere, prevalentemente pittura ad olio  e all’astratto.

Bibliografia

Maurice M. Cerasi  “LA LETTURA DELL’AMBIENTE” clup-cooperativa libraria universitaria del  politecnico 1973

Maurice M. Cerasi “ Lo spazio collettivo della città “ Costruzione e dissoluzione del sistema pubblico nell’architettura della città moderna. Mazzotta 1976

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