nella Città Metropolitana Milanese

Mensa scolastica gratuita?

La notizia, pubblicata dal Corriere della Sera del 6 settembre, sulla scelta del Comune di Rozzano di rendere gratuita la mensa comunale ai propri alunni merita un commento.

Innanzitutto dobbiamo ricordare che questa scelta è frutto di una precisa promessa elettorale che il sindaco Gianni Ferretti, di Forza Italia, intende mantenere. Questo è un fatto.

La proposta di rendere gratuita la mensa a tutti, dalle materne alle medie, è vincolata al pagamento di tutti i debiti pregressi delle famiglie. E questo mi sembra anche educativo. Infine il costo dell’operazione mi sembra rilevantissima anche per un comune come Rozzano. Si parla infatti di €.2,6 milioni di euro.

Ma è una scelta sbagliata o demagogica? Io penso di no e penso che bisogna capirne la portata e la fattibilità.

“Secondo il dossier 2018 di Cittadinanzattiva su tariffe e qualità dei nidi e delle mense, in Italia la spesa media mensile per la refezione scolastica è pari a 82 euro. La città meno cara è Barletta con 32 euro mensili e la più cara Livorno, con 128. In passato, Cittadinanzattiva aveva proposto che la refezione scolastica fosse inserita tra i livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e fosse quindi erogato gratuitamente. «Una misura del genere ci trova positivamente colpiti, perché è un unicum che rimanda a poche esperienze in Europa. Il momento della mensa non è solo educativo, ma supplisce anche al problema delle disparità economiche: tutti accedono a cibo della stessa qualità — commenta la vicepresidente Anna Lisa Mandorino —. È una misura che ha una sostenibilità difficile con le attuali misure con cui i Comuni fanno i conti, ma a maggior maggiore è coraggiosa. Suggeriamo di estenderla anche ai non residenti proprio per non creare disparità».

Bene non resta però che ragionare e provare a fare proposte che tengano insieme la “costituzionalità”di un diritto scolastico con la fattibilità del  bilancio comunale, senza demagogie.

In vista del primo bilancio di discontinuità della nuova maggioranza padernese perché non pensare di alleviare le difficoltà di alcune famiglie?

Si potrebbe innanzitutto studiare la fattibilità di una gratuità inizialmente solo per le scuole materne, anche sul modello “asili nido gratuiti” di Regione Lombardia, oppure pensarla introducendo una progressività della gratuità con lo strumento dell’ISEE per tutti i gradi. Oppure con altri limitazioni.

Diverse le soluzioni possibili ma importante l’aiuto alla maternità, alle famiglie e alla educazione dei figli.

Una cosa è certa l’obbligo scolastico oggi si declina e si favorisce anche andando incontro alle famiglie che sono in maggiore difficoltà e quindi bisogna ripensare gli istituti del welfare comunale.

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