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nella Città Metropolitana Milanese

Solidarietà a Giovanni Di Maio assessore comunale di Paderno Dugnano

dimaio Abbiamo appreso solo oggi dalla stampa locale la notizia che  l’Assessore Giovanni Di Maio è stato vittima di un episodio di violenza sabato 9 ottobre.L’aggressione sarebbe avvenuta in un bar di Palazzolo Milanese.Nel condannare questo come ogni singolo fatto di aggressione e violenza,legati o meno a fatti amministrativi o politici,  la Redazione intera esprime solidarietà e vicinanza all’assessore al Personale,Viabilità ,Protezione civile e Aziende Partecipate del Comune di Paderno Dugnano.

Mantovani a Paderno Dugnano? anche la scuola di Paderno dentro il giro corrutivo?

mantovani-675   Secondo quanto riferisce oggi “il Fatto Quotidiano” tra gli episodi corrutivi contestati al vicepresidente della Regione Lombardia vi sarebbe anche quello della scuola di Paderno Dugnano.Di seguito riportiamo stralci dal quotidiano: “Case ristrutturate per corrompere” Un altro fronte dell’inchiesta riguarda il presunto scambio di favori con l’architetto Gianluca Parotti, anche lui indagato. Parotti avrebbe svolto gratuitamente diversi lavori su immobili e progetti riconducibili al Mantovani imprenditore, e il Mantovani politico lo avrebbe ricompensato favorendolo in altrettanto numerosi appalti. In qualità di senatore e di vicepresidente della giunta regionale lombarda, scrive il gip Pepe, “promuoveva presso stazioni appaltanti pubbliche il conferimento in favore dell’architetto Parotti degli incarichi professionali” relativi a una serie di appalti. Tra i lavori svolti dal professionista in favore del politico, il gip elenca “stima e gestione della compravendita di immobili posti nel comune di Arconate in via Bonvesin della Riva 23″, “mediazione nella compravendita, gestione della pratica edilizia per il cambia di destinazione d’uso ed arredo degli interni relativi ad immobili siti in Arconate, Piazza della Libertà”, “progettazione per l’insediamento di una casa di riposo Rsa nel comune di Casorezzo”, “progettazione di palazzine residenziali nel comune di Arconate area di via Giovanni Pascali-Via Diaz-Via Industria” e così via, per un totale di dodici interventi. Nel contempo, l’architetto Parotti otteneva incarichi in diversi appalti pubblici, tra cui “progettazione esecutiva e costruttiva di arredi dell’immobile denominato ‘Palazzo Taverna’ nel Comune di Arconate”, “tre appalti di servizi di ingegneria per la valutazione dell’indicatore di rischio sismico e proposte progettuali di messa in sicurezza di edifici scolastici siti nei comuni di Palazzolo sull’Oglio, Casalbuttano, Calvatone, Paderno Dugnano e Solbiate Olona”, “appalto per la ristrutturazione dell’ospedale di Magenta”, per un totale di otto interventi. “   Ora,prescindendo dalla doverosa considerazione che questi fatti contestati al Vicepresidente Mantovani sono accuse e non ancora fatti accertati da un processo, al Consiglio Comunale di Paderno e ai consiglieri comunali del PD,ma non solo,  interessa fare chiarezza su quanto dice la stampa? E non è il caso di fare sapere anche alla cittadinanza se vi siano atti e fatti coinvolti in quell’inchiesta..tanto per amore di verità e di trasparenza.Non è convenienza anche dell’Amministrazione comunale dimostrare come si sono svolti i fatti e di quali fatti eventualmente si sta parlando? Democrazia è trasparenza  e corretta e tempestiva informazione, sempre.

Il Tram del desiderio ma che fine ha fatto la tramvia Milano-Desio?

tram desio   Dapprima si pensava che la rinascita della Tramvia Milano-Desio/Seregno fosse cosa fatta.C’erano i soldi dei Comuni,il progetto preliminare e la volontà di tutti di cominciare.Se ne parlava già ai tempi del governo Prodi con il Ministro Antonio di Pietro che stanziava una consistente somma.Oggi che il tempo ha dato ragione all’altra tramvia: la Milano -Limbiate, sembra che ci sia un ripensamento che giudichiamo sbagliato. Se ne fa interprete la redazione di NordMilano che invita a  ridiscutere tutto. “Ma a nostro avviso c’è di più da dire su questo progetto. Ad esempio che bisognerebbe approfittare della lentezza del Governo per rimettere tutto in discussione e puntare a qualcosa di più moderno e di più adeguato alle nostre città. Le istituzioni si stanno accanendo da anni per portare avanti a fatica un progetto che la maggior parte dei cittadini non vuole e che, dato non smentibile, è superato dal tempo e dalla tecnologia. Un tram è un trasporto rigido e la sua costruzione è altamente onerosa. La sua gestione, poi, costa 5 volte di più di quanto costi un normale autobus elettrico. Quindi, ostinarsi a inseguire un progetto vecchio e non più adeguato risulterà un atto quasi masochistico per tutti quei sindaci che non hanno il coraggio di rimettere tutto in discussione. Un tram che taglia in due Bresso e Cusano Milanino non è certo un vantaggio per le due città. Lo sarebbe molto di più una linea di autobus elettrici che percorre una pista riservata. Non ci sarebbe bisogno di costruire pesanti infrastrutture che limitano la viabilità e provocano problemi ai pedoni e agli automobilisti. Soprattutto si dimostrerebbe che il Nordmilano sa stare al passo con i tempi. Che sa guardare al futuro, piuttosto che rimanere legato a vecchi schemi. Ne sa qualcosa Cinisello che oggi deve convivere con tutti i vincoli e i disagi dell’avere un tram che attraversa la città. Un tram che oggi è utilizzato da pochissime persone, ma deve continuare a funzionare perché non può essere prolungato o modificato per raccogliere nuovi bacini di utenti. Per i sindaci del Nordmilano, trovare il coraggio di rimettere in discussione tutto, non è solamente una questione di buon senso, ma anche di senso di responsabilità verso il futuro delle rispettive città. Se i soldi ci sono, è giusto che i sindaci si mettano al tavolo con i parlamentari locali e con quei ministri che continuano a sfuggire. E’ giusto che quei soldi si utilizzino per progettare e realizzare mezzi di trasporto che guardano al futuro, e non soluzioni vecchie che farebbero ripiombare le città in schemi del passato. E’ un’occasione unica. Perché sciupata questa, le città dovranno tenersi il vecchio e sferragliante tram per altri trent’anni almeno”. E’ un’opinione che non condividiamo ma se serve da provocazione ,al dibattito e  a nuove decisioni,ben venga.

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    26 Ottobre 2021, 20:00 - 23:30
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