nella Città Metropolitana Milanese

Lavoro

Nardi ancora crisi Da otto mesi 35 lavoratori senza stipendio

  Sernaglia_Nardi_eletrodomestici   La Nardi Elettrodomestici Spa è una storica azienda, attiva dal 1958 a Paderno Dugnano, specializzata nella produzione di elettrodomestici, molto conosciuta nel settore. Nel 2008, senza intraprendere nessuna consultazione né con le parti sociali né con le istituzioni, aveva già licenziato 83 dipendenti, ma la crisi, dovuta anche a una gestione poco adeguata, non si è fermata. Ancora oggi l’azienda ha enormi difficoltà economiche, e ancora una volta ha scelto di farle pagare ai lavoratori, negando il diritto fondamentale della retribuzione. “E’ una situazione molto grave — dichiara Agostino Casati, della Fim Cisl di Milano —. Ci sono 35 lavoratori che attendono ancora, con speranza, di percepire i propri stipendi arretrati: l’azienda è in ritardo di ben otto mensilità, posso immaginare quanto questo gravi sul bilancio familiare di ognuno di loro. Inoltre ai dipendenti non vengono erogati nemmeno i buoni pasto. Ciò che ci preoccupa maggiormente è la poca responsabilità che dimostra il signor Nardi nell’affrontare e nel trovare, insieme alle parti sociale e alle istituzioni, una soluzione condivisa per la tutela occupazionale e per il futuro della produzione. Da troppo tempo sta infatti rimandando ogni discussione in attesa del buon esito del concordato”. La questione è stata discussa più volte con i lavoratori in assemblea. La Fim Cisl milanese ritiene inaccettabile il comportamento dell’azienda e chiede fermamente alla proprietà di intervenire tempestivamente, prima che la situazione diventi insostenibile. Il 12 ottobre ci sarà l’ennesimo incontro con la direzione. L’auspicio è che si trovi una soluzione accettabile per i lavoratori, contrariamente il sindacato è pronto a tutelarli nelle sedi competenti.

La condizione dell’Italia secondo il World Economic Forum

L’articolo di Da Rold sul Sole 24 ore sulla condizione dell’Italia dovrebbe far riflettere tutti. Innanzitutto il governo Renzi. Soprattutto per l’autorevolezza della fonte citata (il World economic forum) e per il raffronto scientifico tra l’ Italia i 30 paesi avanzati (Inclusive growth and development report 2015). Se questi dati sono attendibili allora si comprende come deve cambiare il registro delle priorità del nostro paese, della nostra politica, del nostro governo, proprio perché l’obiettivo dello studio è come “rendere la crescita economica più socialmente inclusiva”. Nel report l’Italia si colloca a fondo della classifica. Riporto per brevità solo alcuni indicatori, rinviando all’articolo del “Sole”. L’Italia è:
  • 30 esima su 30 per l’accesso delle aule scolastiche a internet;
  • 29 esima su 30 per l’etica della politica e del business
  • 26 esima per l’Istruzione
  • 22 esima per la protezione sociale
  • 25 esima per il cuneo fiscale
  • 22 esima per il PIL pro capite
  • 21 per il tasso di povertà etc…
Insomma ci sono vari indicatori, se vogliamo confrontarci con i paese avanzati, che ci dicono come ci siano ampi margini di miglioramento (per vedere il bicchiere mezzo pieno) ma anche che l’indirizzo delle azioni politiche e di governo- deve essere ri-orientato sul lavoro e sulle diseguaglianze.
Prossimi eventi
  1. Mostra di Urban Reports

    20 Ottobre 2021, 8:00 - 3 Novembre 2021, 17:00
  2. Commissione antimafia

    28 Ottobre 2021, 18:30 - 21:00
  3. Parco Grugnotorto: una passeggiata per le erbe commestibili

    30 Ottobre 2021, 10:00 - 12:00
Articoli recenti