nella Città Metropolitana Milanese

Un Piano Comunale di Ripresa e Resilienza ?

Articolo di Ottorino Pagani:

“Le contraddizioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che abbiamo segnalato recentemente (vedi post: 14 novembre e 8 dicembre 2021) si confermano, mio avviso, nel “Programma per la qualità dell’abitare”, allegato al PNRR, e nelle pretestuose discussioni nel merito della “tassonomia verde” in sede Europea; il discutibile approccio del piano viene ben sintetizzato da Slow Food Italia: “una riqualificazione dei consumi in salsa verde, dove viene spostata continuamente l’attenzione sugli interventi -spesso tecnologici- per aumentare la Resilienza degli ecosistemi piuttosto che sulla necessità di diminuire gli impatti antropici.”

Nel frattempo, il perdurare dell’epidemia e degli eventi meteorologici collegati al riscaldamento globale del pianeta inducono i Cittadini a riflettere su come salvaguardare le fondamenta del benessere e come difendere il “necessario” per mantenere una vita dignitosa per le comunità e per se stessi; una riflessione complicata dal bombardamento mediatico, incurante della limitatezza fisica del mondo, per la crescita del PIL.

Queste contraddizioni e insicurezze dovrebbero alimentare un costruttivo “dibattito pubblico” per condividere l’approccio e il percorso ai cambiamenti necessari per affrontare le incertezze sul futuro delle nostre comunità presenti e future.

Anche la Commissione Europea, con l’approvazione del PNRR italiano, ha rivolto una chiara raccomandazione al Governo Italiano: “Per garantire la responsabilizzazione dei soggetti interessati, è fondamentale coinvolgere tutte le autorità locali e tutti i portatori di interessi, tra cui le parti sociali, durante lintera esecuzione degli investimenti e delle riforme inclusi nel piano”. Potrebbe essere una raccomandazione tardiva, il PNRR è partito con il piede sbagliato, e potrebbe aprire la strada alla manipolazione del “dibattito pubblico”, imperniata sul profitto degli imbonitori professionisti, per “facilitare la conoscenza” delle scelte fatte dalla “politica”, come auspicato dalla Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico.

Il vero “dibattito pubblico” deve contribuire alle scelte degli aspetti operativi, oltre che costruire il controllo civico auspicato dalla UE;  scelte che coinvolgono il “sapere”  di chi vive e lavora sul territorio e conosce gli interventi necessari per la sua rigenerazione urbana e sociale. Uno strumento, utilizzato in alcuni Comuni europei, per realizzare l’adeguato contraddittorio e far partecipare la comunità locale al processo decisionale e al conseguente controllo civico, potrebbe essere la costruzione di un Piano Comunale di Ripresa e Resilienza. Un PCRR per condividere le linee guida, i criteri da rispettare e le attività da pianificare e controllare.

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